Mancinelli e Pedrelli: “Il nostro non è un calo fisico, ma un blocco mentale. Solo la continuità di risultati ci permetterà di sbloccarci”.

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A presentarsi in sala stampa, dopo la ripresa degli allenamenti effettuati all’Antistadio questo pomeriggio,  sono due componenti del reparto difensivo, titolari questa domenica passata, nel derby contro l’Avellino: Ivan Pedrelli e Roberto Mancinelli che ha fatto anche il suo debutto in campionato.

Il primo a parlare è proprio l’esperto portiere.

Io penso che avere una risposta in questo periodo sia difficile. Solo una volta mi è capitato nel corso della mia carriera di vivere una situazione simile. Magari con la forza morale insita in noi, riusciremo a tornare su in classifica. Il lato positivo è anche sotto gli occhi di tutti: nelle ultime due partite disputate abbiamo giocato meglio delle precedenti, al di là dei risultati poi ottenuti.
Io non credo nella sfortuna, ma prima o poi pareggeremo i conti.

Se penso di giocare anche domenica prossima? Ma questo non dipende da me, ma dall’allenatore. Fossi io il mister mi metterei sempre in campo, è normale!

Non è solo la difesa che commette errori, non bisogna dare le colpe ad un solo reparto, bisogna parlare di un’errata fase difensiva piuttosto. Come ha già detto il mister, non è che c’è una motivazione precisa in questo.
L’anno scorso a Sorrento pure ci trovammo in un periodo analogo, magari però facevamo un gol in più, o gli avversari prendevano il palo, è qui che può esserci la differenza.

Simonelli per me è sempre lo stesso dell’anno scorso; sia per quello che dice,  che per quello che fa. Insomma non è cambiato niente.

E’ il turno di Ivan Pedrelli.

Sul banco degli imputati ci sono tutti, non solo i difensori, perché se prendiamo gol è perché qualcosa davanti non è andato per il verso giusto. Non abbiamo avuto cali fisici, ma ci troviamo ad avere a che fare con un blocco mentale. Appena riusciremo ad avere una continuità di risultati, potremo sbloccarci definitivamente.

Rispetto all’anno scorso è cambiata quasi tutta la squadra, da quando ci sono io, e sono tre anni ormai, siamo rimasti solo in tre. Sappiamo tutti che non stiamo facendo bene, e siamo alla ricerca di quel qualcosa che ancora ci manca.
La stagione passata avevamo sicuramente più esperienza in campo, quest’anno di giocatori esperti ce ne sono di meno.

Domenica sul 2-1 ho continuato a pensare solamente a giocare; sul 2-2 invece ho pensato che non andava affatto bene.
Ci è mancato quel pizzico di coraggio per dire: “Vinciamo la partita e portiamola a casa”.

Il mister in allenamento non ha lasciato trasparire alcuna preoccupazione verso noi giocatori. La prossima trasferta è difficile, forse la più difficile per noi in questo momento, visto che affronteremo una squadra nelle nostre medesime condizioni.

Cipriani e Altinier hanno caratteristiche diverse, e non è che la squadra continua a giocare come se ci fosse Giacomo davanti anzi, abbiamo cambiato modulo apposta. Per far sì che davanti si sblocchi Altinier, dobbiamo prima sbloccarci tutti.

Sicuramente giocare con un portiere esperto alle spalle è diverso dal giocare con uno giovane, ma il nostro problema di fondo non dipende se gioca un portiere più esperto o meno.

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Nato a Benevento nel 1983, conclude gli studi superiori con il diploma di Geometra. All'università decide di cambiare completamente campo di studi, assecondando la sua passione di scrivere, iscrivendosi quindi alla triennale di Scienze della Comunicazione a Salerno (e poi alla specialistica all'Università degli studi Suor Orsola Benincasa a Napoli), con l'intenzione di diventare sceneggiatore, giornalista o semplice scrittore. Dal 2011 collabora con SannioSport.it come giornalista sportivo, principalmente seguendo le vicende del Benevento Calcio, ma interessandosi anche di altre squadre e/o categorie sportive. Saltuariamente scrive di altri argomenti anche sul suo blog, o per altri giornali online.