Conferenza stampa di chiusura stagione del presidente Vigorito.

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Oreste Vigorito, presidente del Benevento.

Sono felice per quei giocatori che hanno vinto il proprio campionato oggi: Evacuo che ha fatto il suo 16° gol, Clemente e Bueno, Cejas e Ferraro, Bianco. Sono felice che vanno fuori e che si fanno onore, vuol dire che la loro presenza a Benevento è servita a farli diventare uomini veri oltre che giocatori.
Credo che lo sport sia bello anche per questo.
Volevo ricordare a me stesso e a voi stessi che abbiamo fatto un campionato emozionante, come avevo detto a Luglio dello scorso anno quando è iniziata. Un campionato di emozioni che credo non siano mai mancate: dai due punti sopra la zona play-out all’arrivo in zona play-off. 58 punti sul campo, con questi punti senza penalizzazione saremmo stati nei play-off, anche nell’altro girone. Non vorrei che avessimo sbagliato girone o addirittura città.

A chi è preoccupato che siamo ripartiti presto, lo rincuoro dicendo che faremo tutto con calma, come chi si muove prima per arrivare in tempo ad un appuntamento. Volevo ora darvi una spiegazione sull’aver mancato l’obiettivo sportivo che vi siete dati voi, e non noi società. Quando ho fatto la squadra con diversi milioni, non è che volevo vincere il campionato, ma ho voluto fare una squadra per non retrocedere. Si è dunque fuori strada ed in malafede se si pensa che con una squadra così nascondevamo ambizioni di vittoria.
La squadra è stata costruita forte per non retrocedere, e voi dovreste averne esperienza visto che è successo un paio di volte qui. E’ successo poi che questo è diventato un campionato non esaltante che improvvisamente ci ha rimesso in gioco facendoci sperare di farcela, ed è il motivo per cui non ci sentiamo falliti perché noi volevamo fare un campionato di transizione ed avere qualcosa, avere tra le mani una squadra che ha una sua identità, degli allenatori che in 20 partite hanno dimostrato di fare 39 punti, quasi 40 con medie da scudetto, da vittoria, avere dei giovani che ci sono costati un occhio della testa ma che hanno dimostrato di avere qualità, tutti questi sono motivi che per noi sono l’obiettivo che volevamo raggiungere e che abbiamo raggiunto.
Ci auguriamo ora che nel prosieguo di quello che abbiamo fatto, senza grosse rivoluzioni, e alla luce dei risultati fin qui ottenuti, credo che riusciremo a fare un secondo anno bello.
Non sarà un secondo anno in cui punteremo alla vittoria finale, ma a disputare un campionato di grande dignità.

I prezzi dei biglietti per l’anno prossimo, sono stati fatti non per accattivare il popolo giallorosso, ma perché mi sono reso conto della crisi della situazione economica italiana, e della difficoltà di seguirci da parte di gente fuori della nostra regione; questi prezzi sono stati abbassati per far sì che i tifosi raggiungano un equilibrio, che il pubblico sia a fianco della squadra, coesione e solidarietà.
Provate a guardare avanti con ottimismo come faccio io, le mie non sono solo chiacchiere, ancora una volta riparto con il Benevento, perché credo che i veri tifosi di questa città meritano i sacrifici di questa famiglia.
Questo presidente per fare quattro chiacchiere con voi, per offrirvi lo spettacolo del calcio, fa ogni anno più di 20000 km l’anno per venire qui.
[N.d.R.: in riferimento allo striscione sui km fatti dai tifosi in curva sud per seguire la squadra]
Sulla polemica con l’anello inferiore della curva Sud dico semplicemente una cosa: se chi è più intelligente non capisce quelli meno intelligenti non ha il diritto di essere intelligente, e io penso di essere intelligente.

La campagna abbonamenti inizierà con gli allenamenti in ritiro, e durerà 60 giorni fino alla prima di campionato.
Quasi tutti i giocatori che andranno in scadenza di contratto hanno avuto la libertà di non tornare a Benevento se pensano di allenarsi  da qualche altra parte, quindi andranno fuori dall’organico; organico che sarà arricchito da altri giocatori che ritorneranno dai prestiti, come Buonaiuto impegnato nei play-off in seconda divisione con l’Aprilia, o Zullo impegnato nei play-out col Monza, e successivamente dai giocatori che verranno dalla campagna acquisti.
Il direttore Loschiavo farà poi un identikit sul direttore sportivo che sarà più adatto a lavorare con lui; lui ha le idee chiare e ha già fatto dei passi in avanti.
I giocatori ora in organico seguiranno un programma di “pre-ritiro” fino al 15 giugno. Poi andranno in vacanza e torneranno per il ritiro che inizierà il 14-15 luglio.
Questi giocatori si alleneranno in modo che il direttore Loschiavo e gli allenatori abbiano a disposizione giocatori con caratteristiche di base ben precise: qualità tecniche per assimilare (o che hanno già assimilato) il metodo di allenamento di mister Imbriani e mister Martinez; temperamento tale da non venire meno ogni volta ai grandi appuntamenti; che siano degli atleti sani e che abbiano al primo posto una dignità di atleta piuttosto che un egoismo personale.
Sono le tre qualità alle quali noi cercheremo di affidare le maglie dell’anno prossimo, indipendentemente dai nomi, dall’età e dalla provenienza di categoria.

L’idea del progetto dell’anno scorso era di abbassare notevolmente l’età media della squadra, sviluppare un senso di appartenenza, giocatori che abbiano già un’educazione sannita e societaria come la nostra.
Noi per filosofia di vita non amiamo partecipare, ma amiamo almeno essere competitivi, proveremo quindi a fare una squadra competitiva con uno zoccolo duro di 13-14 elementi che abbiamo già visto quest’anno.

Da oggi non ci saranno più conferenze stampa il martedì e il giovedì, visto che il campionato è finito. Il direttore Loschiavo poi sceglierà in che modo avere rapporti con la stampa accreditata, i giocatori e tutti i tesserati del Benevento saranno a disposizione per interviste telefoniche da parte di tutte le testate, se a qualcuna di queste verrà risposto che non verranno concesse interviste sarà una scelta societaria.
E’ una questione di correttezza: a chi è corretto, si risponde con correttezza.
Non si farà mai nulla in favore del giornale di cui mi onoro di essere l’editore [N.d.R.: Ottopagine], l’ho già spiegato ai miei giornalisti che dovranno conquistarsi le notizie altrimenti non dimostreranno di essere quei bravi giornalisti che pensavo di avere assunto.
Non ci saranno inoltre partecipazioni televisive perché questi 45 giorni che ci dividono dal ritiro sono esclusivamente per l’organizzazione della squadra della prossima stagione.

I giovani che sono entrati oggi in corso d’opera sono solo la punta dell’iceberg del nostro settore giovanile, che è veramente il nostro fiore all’occhiello, la vera ricchezza di questa società.
Quando venimmo qua, mio fratello Ciro disse che ci vogliono degli anni per creare un ottimo settore giovanile, lui l’ha impostato in maniera splendida, ed ora cerchiamo di mantenerci su quei binari perché crediamo che sia la giusta filosofia.
Per un periodo ci siamo fatti un po’ fuorviare, perché avevamo la mentalità vincente e allora pensavamo che posamdo le sciabole e prendendo i carri armati (ovvero i cannonieri che sono arrivati, i difensori) pensavamo di poter salire subito, ma eravamo molto inesperti. La fortuna dell’inesperto che ti fa vincere le prime partite a poker, è la stessa fortuna che ci ha portato a disputare subito due finalissime. Poi viene la fase in cui si cominciano a capire le cose, e quindi le idee iniziano a farsi confuse. Ci siamo dati quindi un modello, che è quello di Ciro come ho spiegato lo scorso anno. Non possiamo in una piazza come questa far giocare la Berretti, ma possiamo tenere l’occhio molto attento su calciatori che si stanno esprimendo su buoni livelli, e chi meglio di Imbriani e Martinez può fare questo?
Certamente non pensiamo che il giovane D’Andrea possa diventare il centravanti del Benevento 2012-13, ma pensiamo anche che non sarà necessario prendere atleti che vengono qui con un bagaglio di gol per poi restare qui e per ragioni varie non rendono come dovrebbero, infine farli andare via ricchi e famosi e a vincere in altre piazze.

Proviamo a fare un’inversione di tendenza: invece di prendere qualcuno che ha vinto e viene qui a perdere, proviamo a prendere chi ha perso da qualche altra parte, può essere che viene a vincere. Magari si arrabbieranno ancora di più quelli che parlano di chiacchiere, ma perlomeno non potranno accusarmi di avere portato 70 tra i migliori giocatori della Lega Pro.

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Nato a Benevento nel 1983, conclude gli studi superiori con il diploma di Geometra. All'università decide di cambiare completamente campo di studi, assecondando la sua passione di scrivere, iscrivendosi quindi alla triennale di Scienze della Comunicazione a Salerno (e poi alla specialistica all'Università degli studi Suor Orsola Benincasa a Napoli), con l'intenzione di diventare sceneggiatore, giornalista o semplice scrittore. Dal 2011 collabora con SannioSport.it come giornalista sportivo, principalmente seguendo le vicende del Benevento Calcio, ma interessandosi anche di altre squadre e/o categorie sportive. Saltuariamente scrive di altri argomenti anche sul suo blog, o per altri giornali online.