Benevento-Sorrento dalla sala stampa.

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Aldo Papagni, allenatore del Sorrento.

Credo che il Sorrento per un’ora abbia dato tanto filo da torcere al Benevento, non siamo stati sempre difensivi nonostante ci trovassimo davanti ad una corazzata tecnica come il Benevento.
Fa male perdere su rigore, ma ora ci concentreremo sin da domani al prossimo scontro con l’Avellino.
Di primo acchito penso che abbiamo commesso un’ingenuità difensiva e bravi sono stati i giallorossi a crearci difficoltà.
Avevamo quattro attaccanti in campo sin dall’inizio, e dopo l’espulsione con D’Anna che spingeva molto sulla sua fascia non potevo far altro che inserire Balzano, che nonostante non abbia giocato sulla sua fascia, se l’è cavata bene.
Credo che abbiamo creato i presupposti per fare male diverse volte al Benevento, l’importante è che abbiamo compreso che nelle ultime gare c’è stata un’inversione di tendenza nel modo di giocare.
La squadra, a parte quando è andata sotto in 10, non è mai stata in balia dell’avversario, e non mi è sembrata assolutamente in deficit.
Ogni qual volta torno qui da ex, finisce che le mie squadre perdono, e per questo spero che il Benevento salga in serie B perché nonostante tutto è una squadra di assoluto livello.

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Andrea Mengoni, difensore centrale del Benevento.

Penso che da qui alla fine del campionato tutte le partite con le squadre che si devono salvare, saranno così. Queste squadre sanno che se vengono qui a Benevento non possono che giocare in questo modo, come ha fatto il Sorrento.
Dal campo il fallo sembrava da rigore, e sicuramente l’episodio ha cambiato la partita, l’espulsione era giustissima. Quando vinci 1-0 in casa la partita l’hai vinta, devi solo attenere il secondo gol. Se non avessimo segnato su rigore, un gol l’avremmo fatto comunque in qualche modo.
Ora che siamo in zona play-off ci fa piacere perché è un piccolo premio per tutto quello che facciamo ogni giorno in allenamento, ma l’importante è restare in questa posizione a fine campionato, tra sette giorni, noi lavoriamo per questo.
Penso che il Sorrento ci abbia messo in difficoltà sui calci piazzati, l’avevamo visto anche in settimana nei video che abbiamo studiato, ma per il resto penso che comunque la partita l’abbiamo fatta noi. I punti pesano per tutte le squadre: per noi che puntiamo ai play-off, e per il Sorrento che deve pensare a salvarsi.

Non pensiamo alla fine del campionato, ora pensiamo al Prato che all’andata è venuto qui a vincere.

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Guido Carboni, allenatore del Benevento.

Da fuori vedevo che questo era un organico importante. Quando subentri ci vuole la cosiddetta botta di un gruppo che ti segue, e certi risultati non vengono mai da soli. La squadra doveva solo trovare degli equilibri per far sì che potesse riagganciarsi. La squadra ci sta mettendo tutta la volontà per arrivare al proprio obiettivo, oggi abbiamo creato sei-sette palle gol e concesso a loro un paio di occasioni. Abbiamo giocato bene e loro pure ci hanno messo un po’ in difficoltà.
Era fondamentale per tanti motivi portare a casa questa vittoria, ora ci aspetteranno due trasferte toste ed insidiose con Prato e Paganese. Con Mancosu squalificato vedremo come regolarci, quello che ci vuole ora è la continuità di risultati.

Sono un po’ arrabbiato per tutte queste occasioni non concretizzate, ci sono tante piccolezze che bisogna saper superare per crescere, tanti passi ne abbiamo fatto e ne dobbiamo fare ancora, perché per arrivare in fondo ci vogliono anche le vittorie e i punti fuori casa. Non è retorica, ma è necessario che tutti i giocatori si sentano importanti, perché tutti devono dare un contributo. Se riusciamo a centrare l’obiettivo è un piccolo sogno che si è avverato, dobbiamo continuare così per raggiungerlo.
Il cambio di Germinale l’avevo già pensato prima dell’infortunio di Marchi, era una freccia in più da utilizzare.
Marchi ha preso una brutta botta, e ha chiesto il cambio perché non riusciva ad appoggiare il piede a terra, sapremo meglio quali sono le sue condizioni domani.
Oggi Montiel ha fatto un’ottima partita, e ad un certo punto l’ho sostituito perché avevo visto che stava iniziando a diventare nervoso per il fatto che non riesce a segnare, e anche perché era in diffida e volevo evitare che venisse ammonito dopo che era stato già ammonito Mancosu.
Psicologicamente il pareggio di Andria ci aveva innervositi e quindi quella di oggi l’ho definita la più importante della mia gestione.
Noi ora dobbiamo volare bassi, con un profilo di grande sacrificio come stiamo facendo adesso.

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Oreste Vigorito, presidente del Benevento.

Il mio terrore era la C2 ed ero convinto ad un certo punto che potessimo scivolare verso la C2. E’ chiaro che una situazione come questa con un allenatore che incontra la diffidenza dei tifosi e con una squadra che andava a rotoli era molto difficile.
Io spero che le ragioni che portano il Benevento a vincere, proseguano fino alla fine del campionato. Continuo a dare però i meriti al pubblico beneventano che dopo 6 anni, contro il Catanzaro, la prima di mister Carboni, ha dato il suo contributo. E’ la prima volta che il Benevento fa un campionato con i suoi tifosi. E’ tornato Landaida con suo figlio, mio nipote a vedere la partita, persino mio padre che ha più di 90 anni sta dicendo che vuole venire la partita allo stadio. Per quanto riguarda me e la squadra, la tappa di Prato è fondamentale, sarà un esame di laurea per questo campionato.

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Domenico Germinale, attaccante del Benevento.

La mia innanzitutto è una scelta tecnica, a gennaio ci sono stati degli episodi, poi con l’allenatore nuovo le cose sono cambiate. Vi correggo, non siamo solo 13-14 giocatori ma siamo in 24, quindi ognuno di noi è utile alla squadra.
Sui rigori non vedo mai come è posizionato il portiere, mi piace prendermi le mie responsabilità, ed ho chiesto esplicitamente ai compagni di calciarlo io, anche perché ne sentivo il bisogno.
Magari anche se non l’ho detto ho tanta voglia e cattiveria di impormi, ci sono stati poi dei cambiamenti, e ho cercato le opportunità per farmi valere.
Farebbe piacere a chiunque sentire, percepire queste sensazioni con i tifosi, da quando è tornata la sintonia con loro, siamo tutti più sereni e questa sintonia è fondamentale per il prosieguo del campionato.
A Prato sarà una partita come tutte le altre affrontate finora, sappiamo che dobbiamo andare lì con umiltà così come abbiamo fatto ad Avellino per conquistare quei punti utili a mantenerci lì davanti in classifica.

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Nato a Benevento nel 1983, conclude gli studi superiori con il diploma di Geometra. All'università decide di cambiare completamente campo di studi, assecondando la sua passione di scrivere, iscrivendosi quindi alla triennale di Scienze della Comunicazione a Salerno (e poi alla specialistica all'Università degli studi Suor Orsola Benincasa a Napoli), con l'intenzione di diventare sceneggiatore, giornalista o semplice scrittore. Dal 2011 collabora con SannioSport.it come giornalista sportivo, principalmente seguendo le vicende del Benevento Calcio, ma interessandosi anche di altre squadre e/o categorie sportive. Saltuariamente scrive di altri argomenti anche sul suo blog, o per altri giornali online.