Trionfo Rione Libertà, De Cristofaro: «Le idee fanno la differenza, lo stile non si compra»

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Seconda promozione di fila, proprio come l’anno scorso. Non solo Maurizio Pinto può fregiarsi di questo titolo. Tra gli artefici del successo del Rione Libertà, come ammesso dallo stesso allenatore, c’è indubbiamente Antonio De Cristofaro. Diventato il factotum del sodalizio giallorosso, l’esperto difensore racconta le emozioni provate dopo la vittoria nel derby con l’Atletico Benevento.

Smaltita la sbornia? Cosa si prova due giorni dopo la promozione in Prima Categoria?

Abbiamo dato, normale alzare il gomito in queste occasioni. Quando mi viene in mente il triplice fischio provo ancora emozione dentro, è una sensazione difficile da spiegare a parole, solo chi la vive può capire. Sono contento, il lavoro e i sacrifici hanno ripagato.

Pinto ti ha dato grandi meriti per il risultato raggiunto. Ti sei fatto carico di tante responsabilità. Come le hai gestite?

E’ vero, mi sono fatto carico di tante responsabilità ma se devo dire in che modo le ho gestire, con sincerità rispondo che non lo ricordo. È stato tutto molto facile, ho trovato la massima collaborazione dei ragazzi e non ricordo di aver avuto difficoltà a organizzare le cose che mi passavano per la testa. Probabilmente ho sentito mia la squadra e l’ho fatto con sentimento e passione, sicuramente questo ha reso tutto semplice.

De Cristofaro festeggiaMolti hanno dedicato la promozione a qualcuno, la tua di dedica a chi va?

Questa vittoria la dedico a me per tutto l’impegno che ho messo per questa squadra. Dedico poi la vittoria ai miei compagni perché hanno creduto in me, mi hanno sopportato, assecondato e seguito. Ognuno di loro mi ha mostrato affetto, oltre ad aver condiviso la gioia della vittoria ci siamo legati nella vita.

Quale è stato il momento più difficile e quello maggiormente esaltante della stagione?

Il momento difficile è stato il primo mese,  quando abbiamo collezionato due sconfitte consecutive e un pareggio nel derby contro i cugini dell’Atletico. La squadra era nuova, ci si conosceva poco e nella nostra mente regnava la presunzione di  essere più forti degli altri. Questo comportava affrontare le gare con la testa sbagliata. Da quando siamo tornati sulla terra abbiamo cominciato a macinare punti ma non è stato quello il momento più esaltante. Il periodo più bello è coinciso con i play off. Nelle ultime due settimane siamo stati uniti, sempre pronti a stare insieme. Si era creata un’alchimia tra noi, volevamo tutti la Prima Categoria e la sentivamo già nostra. È stata la vittoria del gruppo, un gruppo fantastico.

Questa volta c’è la voglia e la consapevolezza di affrontare la Prima Categoria?

Sicuramente il Rione prenderà parte al campionato di Prima Categoria. Nonostante siano passati solo pochi giorni ho già scambiato quattro chiacchiere con alcuni giocatori, i quali sarebbero intenzionati a vestire questa maglia. Quando sei onesto e sincero e non prometti cose che non hai ma solo amicizia e lealtà, è facile creare gruppi vincenti. Non esistono fenomeni, esistono uomini, bisogna puntare su quelli giusti e ci vogliono le capacità. È semplice fare il direttore sportivo quando puoi promettere soldi, un pò come vestire firmato quando sei ricco. Puoi avere i soldi che vuoi ma la differenza la fa lo stile, a me piace spendere poco e vestire bene. Ora stacco la spina, è da giugno scorso che non mi fermo. Il futuro è una mistero, chi vivrà vedrà.

Ti attendono ancora tante sfide fatte di impegno e sacrifici.

Il calcio passa, come passano le figure di direttore sportivo, allenatore o giocatore , quello che resta è il rapporto umano. L’unica cosa che ho sempre promesso e che prometterò è la mia presenza e il mio sostegno  come amico nella vita di tutti i giorni. Chiedete ai ragazzi del Rione per averne la prova.

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Giornalista pubblicista, appassionato di calcio minore e girovago di redazioni. Inizia con il Sannio Quotidiano, passa a Sannio Calcio, torna al Sannio Quotidiano, apre un blog Sannio in campo e infine approda a Sannio Sport. Per la serie "dove c'è Sannio, c'è casa". L'accenno di capelli bianchi non è dovuto all'età ma all'esperienza maturata.