Riparte il 2° giro per Fabrizio D’Aloia, la traversata dell’oceano Pacifico

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Fabrizio D'AloiaIl tempo sembra scorrere sempre più velocemente. Oramai è iniziato il conto alla rovescia per la partenza per la mia seconda parte del giro del mondo in barca a vela. La traversata dell’oceano Pacifico, sesta tappa della Clipper Round the World 2015-16
Tra una settimana partirò per la Cina per raggiungere Qingdao (barca) a Qingdao (città) da dove partirà la regata che arriverà dopo circa un mese di navigazione a Seattle negli USA.
Il richiamo dell’oceano, del mare aperto, degli orizzonti infiniti e delle volte stellate senza limiti ha iniziato a farsi sentire sempre più forte fin da Natale
Due mesi trascorsi tra consolati  per  l’ottenimento dei visti d’ingresso per la Cina e gli USA, improbabile dieta, ripasso delle Standard Operating Procedure per la gestione della barca, della sicurezza e le emergenze, training e tentativi di “sistemare” le cose al meglio durante le mia assenza per far sì che le attività in corso possano continuare ad “andare avanti“. Resta ancora da fare in questi ultimi giorni la parte più delicata: la preparazione del bagaglio. Non sono ammessi errori. L’abbigliamento e l’attrezzatura giusti sono indispensabili per poter affrontare in sicurezza le temperature fredde (tra -5 e 20 gradi) e i forti venti gelidi del nord che caratterizzano l’oceano Pacifico che con le sue 6600 miglia nautiche da percorrere (quasi 11.000 km) è l’oceano degli oceani per eccellenza.
Effetti collaterali anche gravi? Il magone di non poter vedere e sentire le persone care per tanto tempo e che sono preoccupate per te mentre seguono la con ansia la navigazione su internet.
Per loro il disegnino della barca che giorno dopo giorno lentamente avanza sulla mappa verso la destinazione è fonte di sollievo.
Per me rappresenta quel filo sottile e infinito che sempre mi lega ai miei cari ovunque io mi trovi

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