Petrichko eroe d’altri tempi: vince il derby con una sola mano

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abn_7435Sette reti all’interno di una prestazione mostruosa, oseremmo dire da Champions League, visto che lui l’ha giocata in passato con la maglia della Dinamo Kiev. Stanislav Petrichko della Pallamano Benevento si è preso la scena contro la Valentino Ferrara fin dal primo minuto senza mai mollarla per tutti i sessanta.

Il gigante ucraino – a causa di un infortunio in un contrasto di gioco – ha disputato oltre un tempo con una evidente menomazione alla mano sinistra che lo ha limitato nelle sue azioni almeno del 50%. Per chi si fosse perso qualcosa, non stiamo parlando di calcio, dove le mani servono solo ai portieri, ma di uno sport che prevede l’uso completo di entrambi gli arti superiori per fondamentali come la ricezione e la preparazione alla conclusione. Una cosa impensabile per chiunque, ma non per Petrichko, che pur vedendo scendere comprensibilmente la sua media realizzativa nel confronto tra primo e secondo tempo, ha dato man forte alla manovra e alla difesa dei suoi, sostenendo uno sforzo pazzesco ma ripagato da un successo che lo colloca di diritto tra le leggende non solo della società del presidente Carlo La Peccerella, ma dell’intera pallamano sannita. Di quel club esclusivo, i fratelli Sangiuolo fanno parte già da diverso tempo. Sopra le righe la prestazione di Andrea, ordinata quella di Giuliano in uno sport in cui essere ordinati conta forse più di qualunque altra cosa. Ma senza nulla togliere alla straordinaria prova di tutti i componenti giallorossi, il man of the match resta “Stasi“, come lo chiamano in squadra. Che a dispetto dell’accezione italiana del suo soprannome, è dinamico come pochi. Talmente dinamico da riuscire a giocare e vincere il match più delicato della stagione con una sola mano.

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Classe '90, beneventano dentro e fuori dal campo. Pubblicista dal 2012, laureato in Scienze della Comunicazione. Dal 2009 al seguito dei colori giallorossi con un pc sottobraccio. La B un sogno realizzato, ma non c'è conquista più bella di quella che deve ancora arrivare...