L’ariete, lo studente e i gladiatori: il Benevento è un’emozione spaventosa

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Il Benevento oggi è una canzone, una poesia, un testo in prosa carico d’amore. Di quelli che leggi tutto d’un fiato, che quando arrivi alla fine ricominci da capo perché di stancarti proprio non ci riesci. Il Benevento è un’emozione lunga 45 partite, un brivido che si protrarrà ormai certamente a 47. Pagine discorsive quasi sempre, talvolta drammatiche, di un libro ancora da firmare. Quella scritta ieri sera ha come protagonista un ragazzo dell’est passato dal dramma alla consacrazione, manco fosse uscito da uno di quei racconti di rivalsa e sacrificio.

George Puscas, nato l’8 aprile del ’96, è un ariete di nome e di fatto. Chi non crede negli astri può trovare riscontro nelle parole dettate dal campo. Ha segnato all’Avellino, al Frosinone, al Pisa, allo Spezia e ora al Perugia. Prese singolarmente, nei loro precisi momenti storici, ciascuna di queste veniva al tempo definita come “la gara dell’anno”. E lui ci ha messo la testa, i piedi, l’istinto. Dopo un travaglio esagerato. Dopo un calvario che per un ventunenne rappresenta un vero e proprio duello con gli imprevisti della vita. Lo ha vinto con il cuore.

E il cuore suo è oggi quello dei beneventani. In Inghilterra quest’anno ha tenuto banco la storia dell’Huddersfield, squadra di seconda serie che si è presa la Premier League ai play off nella cornice di Wembley. E’ accaduto qualche giorno fa, grazie al trascinamento di una tifoseria che con tante delle concorrenti inglesi ha poco a che vedere per calore e attaccamento. La cosa certa è che ad Huddersfield non ci viviamo, ma questa gente qui, quella di Benevento, questi gladiatori, hanno dimostrato di valere più di una categoria pur sognata 87 anni.

Per farla breve, è come se lo studente incompreso del liceo, una volta all’università dimostrasse quanto poco ci avessero capito i precedenti professori. E una volta iscritto iniziasse a collezionare una serie di 30. Trenta aprile 2016, trenta maggio 2017. Trenta e lode, Benevento. E dopo il bacio perugina, ora sotto col bacio accademico.

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Classe '90, beneventano dentro e fuori dal campo. Pubblicista dal 2012, laureato in Scienze della Comunicazione. Dal 2009 al seguito dei colori giallorossi con un pc sottobraccio. La B un sogno realizzato, ma non c'è conquista più bella di quella che deve ancora arrivare...