La storia – Romulo festeggia, piange e… pensa al Benevento

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Quando Pecchia lo ha sostituito per far spazio a Troianiello mancavano ancora undici, lunghissimi minuti alla fine di Cesena-Verona. Il risultato era in bilico sullo zero a zero e stava per confermarsi in un pareggio dal peso d’oro per la squadra veneta, a cui bastava non perdere al Manuzzi per tornare in serie A dopo un anno esatto.

Undici minuti, dunque, e l’Hellas avrebbe potuto far esplodere la sua gioia per il traguardo raggiunto. Eppure nel guardare quell’uscita dal campo di Romulo, il suo capo chino con gli occhi tenuti giù per evitare l’incrocio di sguardi con Pecchia, qualcuno aveva pensato a cattivi segnali. Sono stati infiniti, quegli undici minuti. E lo sono stati soprattutto per l’uomo simbolo di questo Verona, per il suo trascinatore occulto, costretto a chiudere da bordo campo un campionato travagliato ma in fin dei conti ugualmente trionfale.

Quando La Penna ha fischiato la fine, le telecamere di Sky Sport hanno indugiato anche sull’italo-brasiliano. E chi si aspettava le solite dichiarazioni è rimasto forse deluso. Romulo non solo ha reso l’onore delle armi agli avversari stagionali, ma li ha citati facendo due nomi in particolare: “E’ una gioia incredibile, sono emozionatissimo”, ha detto tenendo in pugno lo smartphone per la sua “diretta Instagram” personale. Poi ha proseguito: “Sono emozionato per questo traguardo e per questo campionato. Vorrei fare i complimenti al Frosinone ma pure al Benevento, che ha giocato benissimo”. 

Anche nel momento della gioia c’è spazio per un pensiero a quelli che per lui sono gli sconfitti della regular season. I play off li guarderà dal divano, con disinteresse, ma chissà che inconsciamente non abbia già espresso il suo pronostico. Per loro, per le altre, non ci sarà invece tempo per pensare. Si inizia lunedì con Cittadella-Carpi, martedì toccherà al Benevento. Che il Frosinone teoricamente potrebbe incontrarlo in finale, ma intanto può godere della benedizione di Romulo. Non sarà quella di Papa Francesco, ma sempre meglio di niente.

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Classe '90, beneventano dentro e fuori dal campo. Pubblicista dal 2012, laureato in Scienze della Comunicazione. Dal 2009 al seguito dei colori giallorossi con un pc sottobraccio. La B un sogno realizzato, ma non c'è conquista più bella di quella che deve ancora arrivare...