Diary day 26, Arrivo a Rio – Clipper Round the World

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Fabrizio D'Aloia - ClipperE’ fatta!! Siamo a Rio!!!

Alle 11.30 Local time (4.30 di domenica in Italia) abbiamo tagliato il traguardo dopo oltre 27 giorni dalla partenza da Londra.

Ammainate le vele e issata la bandiera Inglese e quella di cortesia del Brasile ci avviamo verso l’ormeggio al Marina de Gloria dove ci attendono per i festeggiamenti, le foto e le interviste di rito.

Inizia lo show business al race village allestito nel marina.

Gli sponsor scalpitano e gli eventi da essi organizzati sono un dovere piu’  che un piacere.

Tutta roba che nulla ha a che fare con la vela, lo spirito di questa avventura e quello che chi l’ha vissuta si porta dentro.

Mai i media potranno “riprendere” e raccontare gli stati d’animo e le emozioni vissute durante la traversata.

Un’avventura incredibile per me e che mi sembrava impossibile portare a termine fino alla fine.

Un successo che non puo’ essere solo mio ma di tutti coloro che mi hanno sostenuto prima e durante quest’impresa.

Daniela e i bimbi sono stati eccezzionali nel condividere tutto istante per istante

Daniela, nonostante le  sue  comprensibili preoccupazioni e ansie ha gestito ottimamente i bimbi materialmente e moralmente sopperendo alla mia assenza e sostenendoli nei momenti piu’ difficili. Brava!!!

Bravo anche chi, quando ero nella fase “decisionale”, mi ha incoraggiato senza riserve, anche a volte con i suoi silenzi davanti ai miei tanti dubbi e “seghe mentali” senza mai condizionarmi in alcun modo.

Grazie a chi durante la mia assenza mi ha consentito di “stare sereno” seguendo “le mie cose”

Nessun ringraziamento invece alla Camera di Commercio di Benevento a cui avevo GRATUITAMENTE proposto di sponsorizzare le mie divise con il simbolo del Sannio ed un indirizzo web dove poter avere informaioni.

Hanno anteposto problemi del tipo: “non abbiamo un marchio”, “non abbiamo un sito, figuriamoci anche in inglese”,”in soli 4 mesi non riusciamo a deliberare e a fare tutto”,”poi c’e’ di mezzo l’estate”, all’opportunita GRATUITA di far conoscere la ns terra in giro per il mondo.

Non mi hanno neanche chiamato per dire “No, grazie”. Forse l’ostacolo maggiore era proprio dovuto al fatto che era GRATUITO, quindi poco motivante…

Un ultimo ringraziamento, non meno importante, va a tutti voi che mi avete seguito da casa in quest’avventura. La vs attenzione e i vs commenti mi hanno sostenuto e aiutato a superare le “fasi dure” della traversata.

Da parte mia spero che i miei diari semi quotidiani abbiano arricchito le vs conoscenze e, perche’ no’, stimolato una sana curiosita’ verso il mondo della vela e indotto qualcuno a “provare per vedere come’e'” la prossima estate.

Personalmente quest’avventura mi ha dato molto, molto piu’ di quello che ipotizzavo, e per certi versi molto diverso e inatteso.

La necessita’ di confrontarmi continuamente con gli Elementi mi fatto apprezzare le piccole cose e mi ha reso piu’ umile e forte, mi ha dato la misura dei miei limiti umani, ma mi ha dato anche piu’ fiducia in me stesso e negli altri.
In qualche modo mi sono sentito piu’ “buono”, piu’ “completo” e piu’ vicino al Creatore, chiunque esso sia.

Infine ha reso piu’ “esclusivi” e tenaci i legami con il mio “mondo”, quello delle persone care, a me vicine e che mi amano nel senso piu’ puro del termine.

Ai molti a cui  quest’avventura, sara’ sembrata “quanto meno strana”, un desiderio eccentrico di un “annoiato” che non ha nulla di meglio da fare, la ricerca di “un’isola lontana” di un perenne “insoddisfatto della vita”, rispondo dicendo che la ricerca continua “dell’isola lontana” porta prima o poi alla sua scoperta perche’ esiste.
Nessun isola esisteva prima di essere scoperta!!

E’ dentro di noi e non ce ne accorgiamo, o forse ce ne dimentichiamo, dimenticando di essere nati liberi e “nudi”.

Ma ci sono ancora tanti “orizzonti” che nascondono “isole lontane e felici”, tutto sta a raggiungerle, e per raggiungerle bisogna innanzitutto ricordarsi, sempre, di essere nati liberi e “nudi”.

Attraversare l’oceano aiuta a riconoscere questi “orizzonti”, quelli dietro i quali si nascondo le “isole lontane”.

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