Diary day 22 – Clipper Round the World

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Fabrizio D'Aloia - ClipperDa qualche ora abbiamo finito il ns Ocean Sprint!!
Circa 36,4 ore per attraversare le 360 miglia nautiche tra il 5′ e il 10′ parallelo Sud.
Non male. Abbiamo fatto meglio del primo in classifica LMAX che ne ha impiegate piu di 38.
Aspettiamo di vedere gli altri  che tempi faranno per capire se e quanti punti abbiamo ottenuto.

Questa bolina sttretta che perdura da giorni ci ha veramente logorati.
Dormire cosi’ inclinati e’ veramente difficile.

In effetti e’ difficile riposare in genere. E’ sia un problema di quantita’ che di qualita’.
Qui’ i ritmi naturali sono tutti saltati.
Alternare 4 ore di riposo a 4 di attivita’ per tutto il giorno da oltre tre settimane non e’ affatto normale.
Delle 4 ore di riposo, ovviamente quelle di “vero dormire” si riducono a scarse 3 ore.

Ma il problema vero e’ la qualita’ del sonno e del riposo.
Gli specialisti dicono che a parte le minimo sei ore continuate di sonno, occorre anche che ci siano le giuste condizioni.
Ossia: silenzio, buio, letto comodo e spazioso, cuscino adeguato, ambiente traquillo, aria alla giusta temperatura e umidita’, aver completato la digestione prima di addormentarsi.

Bene, anzi male, qui non c’e’ nulla di tutto questo.

Cuccetta stretta e inclinata da dover regolare continuamente con la carrucola in funzione dell’andatura e quindi dello sbandamento della barca, si viene barcollati a destra e a manca in continuazione, rumori di manovre, roba che si sposta e gente che lavora intorno in continuazione, luce che si accendono e spengono a seconda delle esigenze di chi e’ di turno, aria non condizionata che oscilla dal caldo al freddo in pochi minuti a seconda di quali oblo’ sono aperti e umidita’ alta perchè la salsedine entra dappertutto.

Soprattutto tutto si muove, piu’ di ogni immaginabile terremoto!

E’ chiaro quindi, a questo punto, qual’e’ il primo desiderio in testa alla lista delle “cose” che ognuno auspica di trovare a Rio.

Un letto ampio e comodo, ma soprattutto fermo, in una camera d’albergo buia e silenziosa con aria condizionata.

Questo desiderio contende il primo posto ad un’ottima doccia (acqua abbondante e regolabile in temperatura) che, in ogni caso, non teme paragoni di sorta perche’ qui in barca non esiste affatto.

Personalmente desidero prima la doccia, poi fare la barba e poi collassare a dormire.

In questi pochi giorni che ci separano a Rio spesso mi abbandono a sognare ad occhi aperti la stanza d’albergo ed il bagno ideali.
Vorrei un colage: il letto come l’albergo di Istanbul, il bagno come quello di Valentia, la doccia come quella di Stoccolma, la camera come quella di Bangkok ecc.
Poi finisco col pensare che l’importante e’ che ci sia, sia come sia.
L’essenziale prende il sopravvento!!

Durante il turno di stanotte un occello, che non sono riuscito ad identificare, ha sorvolato immobile la barca con estrema grazia ed eleganza per lungo tempo.
Volteggiava sfruttando sapientemente le correnti d’aria e rimaneva immobile sulla mia testa per tanti secondi prima di riprendere a battere le ali.

La sua sagoma che si stagliava contro quella della luna e la punta dell’albero della barca con uno sfondo di tante luminose stelle, erano veramente una visione fantastica.

Ancora una volta ho pensato che si trattasse di un segno premonitore degli Dei, foriero di buone notizie.
Sono quindi rimasto deluso nel verificare che nella mail non c’era ancora nessun nuovo messaggio.
In effetti poi mi sono accorto che la mail era bloccata e i messaggi sono quindi arrivati in ritardo, ma tutti positivi.

Nel frattempo e’ quindi prevalsa nel mitico Shen l’idea che si trattasse di un drone spia ammaestrato inviato dai concorrenti e ha iniziato a provarle tutte per catturare il povero uccello.

Armato della solita rete delle cipolle utilizzata anche per catturare i flying fish ha cercato di tendere una trappola al volatile inventandosi di tutto per attirarlo nella rete. Luccichii, tintinnii, torce rosse e bianche, lampeggiante del telefonino ecc.

Fortunatamente il furbo pennuto non c’e’ cascato e, sopratutto, non e’ finito nella pentola in cucina con sommo dispiacere di Shen.

Shen e’ il classico ragazzone cinese capace di mangiare di tutto: dai pesci agli uccelli, dai cani ai bimbi, passando per radici, insetti e rettili.
In compenso, pero’, e’ un gran simpaticone sempre disponibile con tutti.

Nel Frattempo il vento ha “girato” un po’ e siamo riusciti a poggiare di una 20ina di gradi rendendo la bolina larga, quasi un traverso.

Anche se quindi ora si naviga meno sbandati e la vita a bordo e’ piu’ “accettabile”, invidio il letto e la stanza da letto di tutti voi, comunque essi siano!!

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