Il Diario di Fabrizio D’Aloia – Arrivo

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Fabrizio D'Aloia - clipperE’ fatta!!!

Dopo 28 giorni di navigazione e oltre 5.500 miglia nautiche percorse abbiamo
appena tagliato la linea del traguardo alle 4.00 UTC.
Ci attendono ora alcune ore di navigazione a motore per percorrere il lungo, stretto e trafficato canale che unisce il mare aperto al porto di Seattle, Bell Harbour Marine.

Poi finalmente il sospirato riposo in hotel dopo la burocrazia del controllo passaporti.

L’impresa è riuscita, l’avventura è finita!!!

E’ stato un  successo, a prescindere dal risultato di gara.

Per me il giro del mondo in barca a vela termina felicemente qui.

Le emozioni e le sensazioni provate resteranno sempre dentro di me e mi accompagneranno ogni volta che andrò in barca a vela e non solo.

Un progetto nato a dicembre 2014, con altri presupposti e sottostimandone le
difficoltà, e che si conclude ora, con immensa soddisfazione.

Fin dall’inizio ha riscosso, in quanti ne sono venuti a conoscenza e mi conoscono, grande interesse, curiosità, e anche preoccupazione.

Come tutte ll grandi imprese è necessaria una buona dose di incoscienza iniziale per poterle avviare.

Mi sono confrontato con gli Elementi, ho esplorato i miei limiti, li ho superati e ho preso coscienza del loro valore, della loro importanza, del loro significato.

A bordo ci siamo piegati, ma non arresi, mai, al grande Oceano Pacifico e
siamo riusciti, insieme, ad attraversarlo nonostante le mille dificolta’ ed
emergenze continue a cui ci ha esposti.

Tutto l’equipaggio e Bob sono sempre stati compatti e collaborativi dando
sempre il meglio di se in ogni circostanza.

Un pensiero per Sarah che ha pagato per tutti noi il tributo piu’ grande
perdendo la vita in pieno oceano.

Un grazie di “cuore” e tutti voi che mi avete sostenuto a distanza facendomi
sentire la vs presenza. Spero che il mio diario vi abbia regalato e
trasmesso almeno in parte le sensazioni e le emozioni che ho provato.

Un grazie “particolare” a coloro che in queste settimane hanno portato avanti
“le mie cose” in mia assenza ccon diligenza consentendomi di essere sereno
durante la traversata.

Un grazie “esclusivo” a Daniela, Alessandro e Carolina. Senza il loro
consenso “vero e concreto” questa impresa non sarebbe stata possibile. vvtb.

Infine se sono riuscito ad “arrivare in fondo” e’ perche “sono come sono” e
questo lo devo ai miei genitori a cui dedico quest’avventura.

In particolare senza gli insegnamenti di vita e la tenacia di mio padre non
sarei riuscito a resistere a tutto quanto ho dovuto far fronte.
Ovunque si trovi, pur avendomi fatto sentire sempre protetto, sono certo
che anche lui stara’ ora tirando finalmente un respiro di sollievo. Mmst.

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