Il Diario di Fabrizio D’Aloia – Cross Pacific Race Day 15

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Fabrizio D' aloia - Clipper Round The WorldAncora una volta è accaduto l’imprevedibile, che mai sarebbe dovuto accadere!!!

Le barche erano impenate ad afforntare una tempesta improvvisa ed imprevista dal meteo. In pochi ninuti siamo passati da 30-35 nodi di vento ad oltre 100 nodi con raffiche anche di 130-140 nodi!!

Era già  buio e lavorare sul ponte sotto la pioggia e vagonate d’acqua non era affatto agevole.

I sibili del vento ed il rumore delle onde coprivano ogni voce.

Su Icholcoal erano impegnati a ridurre la randa qunado Sarah, 40 anni, è scivolata fuoribordo passando sotto le draglie cadendo in mare.

Non si sa perche’ non fosse clippata. Forse pensava di esserrlo…
Il freddo, l’acqua e i guanti rendevano le mani insensibili..

Immediatamente è scattato il MAN OVERBOARD, la coomplessa pocedura di emergenza di recupero uomo a mare.

Il giubotto salvagente ha fatto il suo dovere: si è immediatamente gonfiato, ha iniziato a lampeggiare con la luce stroboscopica e a segnalare la sua posizione con l’AIS incorporato.

Il recupero non è stato agevole viste le proibitive condizioni meteo marine ed ha richiesto quasi un’ora!!

La procedura prevede che il recupero debba avvenire massimo in 8 minutti.

La temperatura dell’aria e dell’acqua molto vicine allo zero (ha anche nevicato) hanno provocato uno stato di ipotermia veloce che ha portato alla morte Sarah.

Non oso immaginare il panico che abbia provato quando è scivolata fuori bordo e si è resa conto di quello che stava accadendo e, sopratutto, sarebbe accaduto nei minuti successivi.

Una morte lenta e atroce allo stesso tempo.

Ancora una volta su Ichorcoal come in Leg 1 sull’Atlantico qundo il boma uccise Andrew.

Ichorcoal acquisisce, suo malgrado, la fama di barca maledetta e non oso pensare al dramma che stanno vivendo a bordo gli altri membri dell’equipaggio con Sarah distesa priva di vita in cala vele e obbligati a continuare a condurre la barca verso Seattle in attesa che lo skipper completi in collegamento con le autorità a terra le complesse procedure necessarie prima di prcedere con la sepoltura a mare prevista per le ore 12.00 UCT di domani.

Purtroppo nessun mezzo di soccorso può raggiungerci in questo punto dell’oceano distante oltre 2.500 miglia dal punto a terra piu vicino.

Gli elicotteri e i mezzi di soccorso hanno al massimo 300 miglia di autonomia.

A noi a bordo il morale è ancora buono nonostante le varie disavventure.

Per la cronaca, nella stessa circostanza, noi abbiamo distrutto lo spinnaker C3 che è letteralmente esploso in aria sotto una raffica quache istante prima che lo ammainassimo.

Oggi è iniziata la distribuzione dell’acqua in razioni da 0,5 litri. Tre a testa al giorno. Il cibo? patate e fagioli a go go…

Attravversre gli oceani resta ancora una delle frontiere più selvagge.

Un’avventura che a prescindere dalla capacita’ della barca e dalla preparazione dell’equipaggio richiede comunque una buona dose di fortuna.

Occorre sempre che il Dio Nettuno si faccia ammaliare e ci lasci passaare indenni sull suo dominio.

Sarah, interrompe cosi’il suo sogno di effettuare giro del mondo in barca a vela e Seattle avvertira’ il silenzio delle banchine dove Ssarah, a tutti noi nota per il suo gran dafare, non potrà farsi sentire.

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