Il suo sinistro chiuse la carriera di Marco Paoloni

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raimondi29 maggio 2011, una data come tante. Per alcuni, non per tutti. Perchè il 29 maggio 2011 è stato anche il giorno di Juve Stabia-Benevento, semifinale di andata di un play off che le vespe nel giro di tre settimane avrebbero portato a casa. Quel pomeriggio allo stadio Menti di Castellammare faceva caldissimo. E l’afa si mischiava al calore di una sfida che banale non lo è mai stata, figuriamoci quando in palio c’è la serie B. Un uomo in particolare, in quel momento, non poteva sapere che sarebbe stata la sua ultima apparizione su un rettangolo verde con fondo sintetico prestato al calcio. Marco Paoloni, portiere giallorosso, avrebbe visto stroncata la sua carriera qualche giorno dopo a causa del calcioscommesse. Quel giorno era in campo con la solita maglia numero uno, a fare quello che per sua stessa ammissione gli è sempre riuscito meglio: parare. E lo fece benissimo, in quei novanta minuti soprattutto apparve insuperabile. Riuscì a tenere a galla il suo Benevento in un fortino come quello stabiese, che nei momenti più importanti della stagione usa trasformarsi in una bolgia.

Marco Paoloni, di lì a cinque giorni, sarebbe stato arrestato. Addio calcio, addio sogni di una vita. Tutto per colpa del gioco e di un circuito nel quale era entrato senza avere la forza di uscirne. Il 29 maggio 2011 è una data a cui gli sarà capitato di pensare spesso in questi anni. Anche perchè quella domenica il portiere ex Cremonese mise in scena una prestazione mostruosa, definita da molti la degna conclusione di un sogno infranto. Un rigore parato e diversi miracoli sbarrarono la strada alla Juve Stabia che contro un Benevento in dieci uomini dovette “accontentarsi” dell’1-0 in vista del match di ritorno.  Nei minuti di recupero di quel confronto, poi, Paoloni decise di esagerare. Di chiudere in bellezza, con un inchino dalle sembianze di una parata straordinaria, i suoi rapporti con il calcio. A scagliare il mancino dal limite fu il nuovo acquisto del Benevento Andrea Raimondi – tra l’altro destro naturale – prelevato dal Cosenza solo qualche ora fa.  Subentrato ad Albadoro a cinque minuti dal termine, il padovano indirizzò con precisione all’incrocio dei pali la possibile traiettoria del 2-0. Chi era nel settore ospiti, alle spalle di Paoloni, non dimenticherà mai quella deviazione in corner ad evitare un gol già fatto. Il mancato gol della sicurezza per le vespe, la parata della speranza per il Benevento. Un gesto che, ironia della sorte e calcisticamente parlando, suonò come un rinvio a giudizio. Un arrivederci a sette giorni più tardi, quando però tra i pali sanniti ci sarebbe stato il rumeno Baican. Quel tiro di Raimondi, co-protagonista di un ritaglio di storia, è anche l’ultimo miracolo di Paoloni. L’ultima parata. L’ultimo capitolo di una storia finita come peggio non si poteva.

Francesco Carluccio

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Classe '90, beneventano dentro e fuori dal campo. Pubblicista dal 2012, laureato in Scienze della Comunicazione. Dal 2009 al seguito dei colori giallorossi con un pc sottobraccio. La B un sogno realizzato, ma non c'è conquista più bella di quella che deve ancora arrivare...