Strega, l’Arechi ti ha detto cosa devi migliorare

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foto tuttosalernitana.com

Terzo posto solitario, quindici punti conquistati sul campo in 8 giornate e l’etichetta della neopromossa ricamata sulla maglietta. I numeri del Benevento restano da incorniciare, ma proprio per questo al primo stop del torneo più di qualcuno ha avvertito la strana sensazione dell’amaro in bocca. Parliamoci chiaro, se il Benevento non perdesse mai andrebbe di filata in serie A, e per quanto la cosa non dispiacerebbe a nessuno, avrebbe del clamoroso. Tradotto: i passi falsi in un contesto ancora da esplorare sono da mettere in conto e non devono rappresentare generatori di catastrofismo. Il dispiacere, semmai, è reso tangibile da una gara che poteva essere di sicuro affrontata meglio dal punto di vista dell’atteggiamento. Nel calcio i numeri contano, ma anche la tradizione non scherza. All’Arechi il Benevento non vince da 40 anni e sembra quasi che quando è impegnato sul terreno di gioco salernitano accusi il classico “braccino”. Accadde nel 2014 quando passò in vantaggio con Negro per poi farsi rimontare nel finale sul 2-1, ma anche l’anno successivo, nel decisivo confronto diretto a cui si presentò con i favori del pronostico e la possibilità di accontentarsi di due risultati su tre. Qualcosa di simile è accaduto anche ieri, con un primo tempo da dimenticare lasciato sorprendentemente in mano ad un avversario bravo da par suo a capitalizzare al massimo le palle gol create.

Ciò che si è visto nella ripresa può essere analizzato solo parzialmente. Era lecito attendersi una reazione dalla squadra di Baroni che ha risposto presente senza tuttavia dare il sentore di poter capovolgere l’inerzia del match. Se la traversa di Ceravolo fosse stata un gol probabilmente staremmo parlando di qualcosa di diverso, ma è risaputo che nel calcio con i “se” e con i “ma” si percorre ben poca strada. La Strega può consolarsi con i buoni segnali provenuti da Cissé, che come a Bari non ci ha messo molto a calarsi nella parte a gara in corso, e dall’ottima gamba di Gyamfi, terzino scuola Inter che nel finale ha percorso la corsia destra con estrema facilità. A livello statistico, capitan Lucioni ha permesso al Benevento di mantenere la vetta nella classifica delle squadre in grado di mandare in gol più uomini (i goleador giallorossi ora sono 9). Una marcatura utile, quella del numero 5, anche ad allungare la striscia di gare con reti all’attivo della Strega, che va a segno senza soluzione di continuità dal 5 dicembre 2015. Magre consolazioni che non leniscono gli effetti di una sconfitta bruciante. L’approccio al campionato di questa squadra è stato da 10 in pagella, un po’ meno lo è l’approccio alla partita intesa come evento singolo. Perché se con la Spal e con il Novara – per citare due esempi – la nave giallorossa era riuscita a sopravvivere alla tempesta della prima mezz’ora, il derby dell’Arechi ha lanciato un messaggio forte: non sempre gli avversari steccano le occasioni che gli offri. E quando ne approfittano, sono dolori.

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Classe '90, beneventano dentro e fuori dal campo. Pubblicista dal 2012, laureato in Scienze della Comunicazione. Dal 2009 al seguito dei colori giallorossi con un pc sottobraccio. La B un sogno realizzato, ma non c'è conquista più bella di quella che deve ancora arrivare...