PRIMA CAT.: Montesarchio nono hurrà consecutivo, battuto il Paolise nel derby

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PAOLISE – È stata la partita più incredibile della stagione, sia per il Paolisi che per il Montesarchio. Non tanto per lo spettacolo offerto, tra l’altro eccellente, ma perché è straordinario che due compagini di paesi diversi debbano condividere, per forza maggiore, il medesimo impianto di gioco. Plauso alla società giallorossa, che ha accettato di accogliere il club di Mataluni col sorriso sulle labbra, sottolineando una massima epocale: “Lo sport unisce, non divide”. Dopo quella contro il Cervinara, per la capolista era il vero derby della stagione. Una partita da vincere, una gara fondamentale perché, senza i tre punti e con una temibile antagonista alle spalle, sarebbe stata quasi inutile la vittoria di fine stagione contro il Real Ariano. Il Montesarchio non solo ha battuto il Paolisi ma ha dato anche una lezione di calcio per oltre un’ora. Si è tanto parlato del gioco espresso dalla capolista. Possesso palla, controllo costante del gioco, del campo, delle due aree di rigore, di tutto: c’è molto poco di italiano, figlio del catenaccio, e molto di mister Lombardo, in versione blaugrana, in questa squadra. Giocatori sempre in movimento, palla che scorre velocemente, uno-due, sovrapposizioni, passaggi di prima, palla a terra, tiri in porta: abbiamo visto tanto nella gara compreso il ritorno al goal del veterano Mauriello, che ha lottato su ogni pallone senza risparmiare una goccia d’energia per oltre settanta minuti: i compagni lo hanno cercato spesso e lui s’è fatto sempre trovare pronto, creando un asse micidiale con l’ala Lombardo. Prestazione da incorniciare. Il pelo nell’uovo, però, è rappresentato dalle troppe occasioni sciupate, che hanno permesso al Paolisi di poter riaprire la gara, in più di un’occasione, soprattutto nella ripresa. Sarebbe stato veramente un peccato perché, per almeno un’ora, De Lucia non ha veramente fatto nulla per giustificare la sua presenza in quel di Paolisi. Non un tiro, una situazione da sbrogliare, un’occasione interessante, nulla. Escluso il delicato pallonetto di Crisci, su cui nulla ha potuto. Da sottolineare le prestazioni di Lombardo e Panella. Il primo, inaspettatamente, sembrava un corpo estraneo fino a poche settimane fa, peccava di lucidità e corsa, le sue doti migliori, ha fatto molta panchina, ma non s’è perso d’animo. Ieri ha dato spolvero alle sue notevoli capacità risultando l’uomo chiave nel successo dei suoi. Probabilmente l’acquisto della freccia di Maddaloni, Massaro, ha contribuito a far risvegliare quella voglia e determinazione figlia di un tempo troppo lontano. Chissà, probabilmente il Montesarchio ha ritrovato quel laterale fluidificante su cui aveva scommesso ad occhi chiusi a inizio stagione. Forza della natura! Per il capitano è invece un giusto riconoscimento per essersi così sacrificato in questi mesi, cercando di interpretare in maniera eccellente un ruolo delicato, modellando alla perfezione i tempi di gioco dei compagni. Ieri, rete a parte, ha eretto un muro in mediana che il Paolisi non ha saputo superare. Al “G. Russo” sono stati bravi tutti, è impossibile trovare un giocatore sottotono (forse Ciampino, ritornato sotto tono dopo la sosta natalizia). Nel pre-gara minuto di raccoglimento per la scomparsa di Umberto Orengo, leggendaria bandiera dl Montesarchio, prematuramente scomparso a causa di un male incurabile. La commozione si percepisce in tutti gli angoli dello stadio, anche tra i calciatori biancoazzurri, apparsi imbambolati nei primi minuti di gioco. Il Paolisi arriva al match carico come una molla e per nulla intimorito. È un derby che torna nuovamente alla moda. È il derby personale di Nicola Possemato, elegante difensore sannita che da qualche settimana ha lasciato Montesarchio per riabbracciare il fratello. Mister Possemato, l’artefice della risalita, presenta un undici compatto, equilibrato che lascia poco spazio agli ospiti. Lo stesso che gli ha consentito di chiudere in bellezza l’anno con tre importanti vittorie: playoff a un passo. Le squadre si specchiano nei primi dieci minuti di gioco. Capone e Villanova ci provano da palla inattiva, Loffredo controlla. All’11 la svolta: Lombardo si scatena sulla corsia destra, slalom fra tre avversari e palla filtrante a Mauriello che di potenza deposita in rete. Il Montesarchio, sulle ali dell’entusiasmo, si rilassa e riesce a mantener il vantaggio per pochi minuti. Al 17’ Campobasso si lascia beffare da Crisci che, con astuzia, sfodera un delicato pallonetto che scavalca il povero De Lucia. La musica non cambia, il Paolisi fa opposizione lasciando Russo fuori dai giochi. Capone ci prova di testa mentre Mauriello si inventa un’eccellente girata che termina a la to di un soffio: Loffredo inerme. La zampata del campione, però, non tarda ad arrivare: 41’ minuto Capone si lancia in area di rigore e pennella un assist delizioso per Russo che, da bomber di razza, non ha problemi ad insaccare. E son diciassette… La prima frazione termina qui. Il Montesarchio ritorna in campo determinato a sigillare il risultato ma non riesce a pungere. I padroni di casa affondano appena possono, puntualmente respinti dalla retroguardia biancoazzurra. Al 65’ Panella libera Russo con tacco elegante, tiro all’incrocio, Loffredo si supera respingendo in angolo. Passano pochi minuti, è il 71’. Lombardo dalla bandierina pennella in area, Panella si inserisce tra le maglie dei difensori giallorossi e di testa la mette alle spalle di Loffredo. Vantaggio raddoppiato e partita in pugno. Da segnalare solo un potente tiro a volo di Crisci, il più pericoloso dei suoi, che finisce di poco alto la porta controllata da De Lucia. Game over. Buona prestazione del Paolisi che, pur uscendo malconcio da una dura battaglia e senza alcun punto, a suon di ottime prestazioni sta facendo ritornare quell’entusiasmo in paese che mancava da tempo. Il Montesarchio, dal canto suo, conquista la nona vittoria consecutiva e vola sempre più in solitaria in testa alla classifica. Reti come se piovessero, ben trentanove e sole cinque reti subite, chapeau!

Giuseppe Parente

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