Peluso: «Contava vincere, col Castepoto sarà una sfida speciale»

59

Qualche fatica di troppo ma alla fine la prima di Pasquale Peluso alla guida del San Giorgio del Sannio ha portato in dote i tre punti sperati. Il neo allenatore sangiorgese debutta dunque con un successo di misura sul Sant’Angelo a Cupolo e per questo deve ringraziare il guizzo di Reale.

«Mi aspettavo una partita del genere», confida a fine partita lo stesso Peluso, «Marcello Errico è un bravo tecnico, conosce bene l’ambiente e la cosa più importante era vincere e conquistare i tre punti. Ho preso la squadra solo venerdì, il tempo avuto a disposizione è stato poco per preparare questa partita ma qualche buona indicazione si è vista, come lo spirito di sacrificio mostrato dai ragazzi».

Una vittoria utile al morale e per guardare con fiducia e ottimismo al futuro. La prossima, del resto, sarà una settimana particolare per l’allenatore, atteso dal match con il Castelpoto che potrà dire di che pasta è realmente fatto questo San Giorgio del Sannio.

«Quando allenavo il Castelpoto la squadra era composta prettamente da locali, i giocatori di adesso non li conosco. E’ rimasto un ottimo rapporto con la dirigenza e con la tifoseria, colgo l’occasione per salutare tutti loro e per ringraziarli dell’affetto che mi hanno sempre riconosciuto. Vivrò questa settimana serenamente, con la consapevolezza di andare ad affrontare un’ottima squadra», ha concluso Peluso, «non so di preciso a cosa possiamo puntare, aspetto di conoscere meglio i ragazzi dal punto di vista fisico per esprimermi. Il materiale a disposizione è ottimo, si può pensare di ambire a qualcosa di bello ma per il momento l’unico obiettivo possibile è quello di provare a vincere tutte le partite».

CONDIVIDI
Giornalista pubblicista, appassionato di calcio minore e girovago di redazioni. Inizia con il Sannio Quotidiano, passa a Sannio Calcio, torna al Sannio Quotidiano, apre un blog Sannio in campo e infine approda a Sannio Sport. Per la serie "dove c'è Sannio, c'è casa". L'accenno di capelli bianchi non è dovuto all'età ma all'esperienza maturata.