Parte “Io Calcio Oltre”: lo stadio Vigorito come luogo di aggregazione

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io-calcio-oltreIl messaggio che il Benevento Calcio e la Caritas Benevento intendono lanciare è chiaro: eliminare le barriere esistenti tra i vari strati sociali attraverso lo sport. Può essere riassunta in questo modo la tematica che ha visto protagonista la società giallorossa e l’istituzione benefica questa mattina nella sala stampa dell’impianto di via Santa Colomba. Una conferenza che ha chiarito lo scopo dell’iniziativa “Io calcio oltre” (hashtag #IoCalcioOltre) presentata dalla responsabile della comunicazione del club Iris Travaglione. “Insieme alla Caritas porteremo avanti una serie di iniziative che daranno la possibilità alle persone bisognose di seguire la squadra, ma anche di star vicino a loro nei momenti del quotidiano. Un progetto che si sposa al meglio con quello della serie B denominato “un giorno per la città” e che ha visto ieri una nostra delegazione far visita al reparto pediatria del Rummo”. Gabriella Giorgione, responsabile comunicazione della Caritas, ha poi spiegato il significato dell’hashtag: “Solo uniti, attraverso il calcio, possiamo sconfiggere le divisioni dovute ai pregiudizi. Ecco perchè abbiamo voluto dare questo genere di denominazione all’iniziativa che vede il Benevento Calcio e il presidente Vigorito grandi protagonisti”. La parola è poi passata a Don Nicola De Blasio: “Sono legato ad Oreste Vigorito da una profonda amicizia, e gesti come questo non sono per me una novità. Eppure non bisogna dar nulla per scontato; Vigorito sta contribuendo in maniera determinante a risvegliare questa città dal torpore”. Poi il parroco si è rivolto ai giornalisti: “Siete il ponte tra le istituzioni, qualunque esse siano, e il mondo che sta fuori. Come dice Papa Francesco la stampa è un luogo teologico. In essa è insito il compito di trasmettere il messaggio da un interlocutore a una platea più vasta, una funzione da non sottovalutare”. A chiudere la conferenza è stato – immancabilmente – Oreste Vigorito: “Se avessi saputo che oggi mi avrebbe ringraziato tanta gente, è probabile che non sarei venuto affatto delegando qualcun altro. Il mio e quello del Benevento Calcio non è un gesto straordinario, ma un’azione che ritengo basilare. Siamo in un’epoca in cui probabilmente ci siamo rassegnati alla sofferenza altrui in quanto ogni giorno assistiamo ad episodi negativi ma li guardiamo con indifferenza, preferendo sempre pensare al nostro mondo. E invece oltre a quella che è la nostra vita ce n’è un’altra vissuta da persone meno fortunate che vanno aiutate ancora prima che esse ce lo chiedano. Sogno uno stadio come luogo di aggregazione ed è per questo che abbiamo deciso di destinare un cospicuo numero di biglietti a chi ne ha maggiormente bisogno, previa segnalazione delle istituzioni competenti”.

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Classe '90, beneventano dentro e fuori dal campo. Pubblicista dal 2012, laureato in Scienze della Comunicazione. Dal 2009 al seguito dei colori giallorossi con un pc sottobraccio. La B un sogno realizzato, ma non c'è conquista più bella di quella che deve ancora arrivare...