Paoloni: “Sogno il Benevento in B, su di me tante menzogne”

L'ex portiere giallorosso si confessa in una lettera aperta indirizzata ai tifosi del Benevento parlando del passato e delle emozioni vissute nella città delle Streghe

1621

©Davide Simone Spada - La Presse 10 05 2008 Brescia (Italia) Sport Calcio Brescia vs Ascoli - Campionato Serie TIM Serie B 2007 2008 Nella foto:paoloni (ascoli) infortunio alla bocca ©Davide Simone Spada - La Presse 10 05 2008 Brescia (Italy) Sport Soccer Brescia Versus Ascoli - Soccer League TIM Serie B 2007 2008 In the photo: paoloni (ascoli)

di Francesco Carluccio

Una notizia tira l’altra, un approfondimento chiama l’altro, e per fortuna in questo ambito – quello giornalistico – c’è spazio anche per le emozioni. Ieri vi avevamo raccontato dell’ultima parata di Marco Paoloni stabilendo un trait d’union con la carriera di Andrea Raimondi, ultimo acquisto giallorosso della sessione invernale che chiamò il portiere all’ultimo miracolo della sua vita. Una ventina di minuti dopo la pubblicazione dell’articolo, su Facebook (profilo personale di chi vi scrive ndr.), è arrivata la testimonianza spontanea dell’ex portiere giallorosso che è intervenuto tra i commenti della notizia. Parole sentite, le sue, verso una tifoseria che ricorda con affetto e nostalgia. Non ce la siamo sentita di pubblicarle per una questione di rispetto, per evitare speculazioni. Oggi i colleghi di Beneventoforum hanno giustamente deciso di contattare Marco e pubblicare una sua lettera che a nostra volta riproponiamo integralmente dopo aver ascoltato il diretto interessato. Così come quelle scritte su Facebook, anche queste sono parole forti che racchiudono un augurio all’intera città oltre che al suo vecchio club per cui ha continuato, nonostante tutto, a fare il tifo. Le vicende giudiziarie stanno ancora seguendo il loro corso, ma l’auspicio è quello che venga fatta chiarezza al più presto su fatti che al Benevento nel 2011 sono costati la B e ad un uomo come Paoloni la fine di una carriera destinata altrimenti ad essere sicuramente rosea. Questo il testo della lettera indirizzata ai tifosi sanniti.

“Carissimi tifosi giallorossi, sono passati quasi 5 anni dalla mia ultima apparizione su un rettangolo di gioco, vestivo la vostra maglia e tutti uniti lottavamo per la promozione in serie B. Poi, il mio arresto, era il 01/06/2011, una data che non riuscirò mai a cancellare dalla memoria. Fin da subito avrei voluto chiarire alla città di Benevento prima ed al mondo intero poi quello che era successo, ma non né ho avuto il modo né la forza. Gli eventi si succedevano senza che io riuscissi a metabolizzarli, a gestirli, ero alienato ed incapace di reagire. Oggi sono un uomo più forte, nel tempo ho compreso molte cose ed ho capito chi veramente mi è stato accanto nel momento più buio.

Inizio con il ringraziare per il calore ricevuto da voi tifosi e dalla società, nella mia carriera non ho mai ricevuto tanto e per questo vi ringrazierò a vita. Mi avete fatto provare delle sensazioni indimenticabili, mi avete fatto sentire uno di voi ma soprattutto un vero calciatore anche giocando in serie C (Benevento è una piazza che merita di stare in serie A).

Detto questo ci tengo a sottolineare che a me è stato fatto un processo mediatico da giornalisti che si sono basati su stralci di intercettazioni e che hanno manipolato le informazioni scrivendo notizie di comodo, quelle che fanno vendere ma che raccontano una non-verità. Non mi sono mai reso colpevole di un atto vile quale la vendita di una partita ed il campo lo ha dimostrato. La mia colpa è stata quella di lasciarmi inghiottire dal vortice del gioco compulsivo; questa mia debolezza mi ha reso ricattabile e, persone senza scrupoli, hanno minacciato me, la mia famiglia, il mio lavoro, per questo ho iniziato a mentire loro, a millantare risultati che io sapevo bene essere non truccati ma voluti dal caso. Sono passati quasi 5 anni ed ancora non ho perso la fiducia nella giustizia, nonostante ritenga che i tempi del processo ordinario stiano diventando troppo lunghi affinché questo possa definirsi un processo giusto.

Quando un giorno verrà a galla la verità mi prenderò le mie soddisfazioni con persone e sistemi calcistici, consapevole che l’intero sistema è sbagliato e mi ha precluso una buona carriera, la squalifica afflitta dalla Figc mi ha stroncato la carriera, la vita. Avrei potuto fare come tanti giocatori coinvolti nella mia stessa inchiesta hanno fatto, per avere una pena minima dalla Figc. Cioè, hanno confessato o millantato cose che non hanno fatto, ma io ho sempre creduto nei valori della vita ed in quel momento come oggi sono fiero di aver detto la verità senza prendermi colpe per azioni non commesse.

Non nascondo che il calcio mi manca, mi manca il calore dei tifosi, l’ovazione dopo una bella parata, il vivere lo spogliatoio, ma sicuramente non mi manca tutto quello che gira intorno al “sistema calcio” che è lo sporco del calcio. In questi anni ce ne sono state tante di inchieste sul calcio, hanno coinvolto anche i leader del sistema, vedi Blatter e Platini e oggi, senza voler giudicare nessuno, mi chiedo se ancora qualche giornalista od opinionista se la sente di affermare che io sono l’uomo chiave di un sistema sporco o se magari sia il caso di fare un passo indietro e di ammettere che quel portiere di belle speranze e con una grande debolezza era l’uomo giusto a cui dare tutte le colpe di un sistema sporco.

Il mese prossimo inizierà il tanto atteso processo e sarà in quella sede che dovrò difendermi dalle accuse che mi saranno mosse. Con questa lettera voglio anche chiedervi scusa per non aver potuto partecipare alla partita di ritorno contro la Juve Stabia; io ho sempre pensato che se non ci fosse stata la mia vicenda a destabilizzare il clima che si era creato in squadra, saremmo andati in B.
Ricordo che quando vennero a prendermi a Benevento per condurmi a Cremona continuavo a ripetere tra le lacrime: “Io domenica ho una partita importante, ci devo stare”. Per me non è stato facile, vi ho seguito in silenzio dietro le quinte da tifoso, soffrendo, e sperando sempre nella vittoria finale.
Infine un grazie speciale va all’allora Presidente, l’Avvocato Oreste Vigorito, perché si è dimostrato una persona vera con me ed è stato l’unico che sui giornali mi difese e che non credeva a tutte le accuse a me rivolte.

Un caloroso abbraccio e sempre forza Benevento”.

Marco Paoloni

(Foto Corriere dello Sport)

CONDIVIDI
Classe '90, beneventano dentro e fuori dal campo. Pubblicista dal 2012, laureato in Scienze della Comunicazione. Dal 2009 al seguito dei colori giallorossi con un pc sottobraccio. La B un sogno realizzato, ma non c'è conquista più bella di quella che deve ancora arrivare...