La nota dell’Atletico Brigante contro gli sconcertanti fatti di Castelfranco

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Abbiamo la testa dura e mai la abbasseremo nonostante aggressioni e minacce

Ieri a Castelfranco in Miscano è stata scritta una pagina vergognosa per questo sport e in generale per il nostro territorio. In due anni di attività mai ci era capitato di dover assistere a certe cose. Crediamo di aver sempre dimostrato quello che siamo, provando a stringere relazioni di amicizia con tutti gli avversari ed avendo un comportamento leale e sportivo in ogni circostanza. Durante le partite ci sta avere confronti un po’ duri, alterchi, piccoli litigi, cose che però poi si risolvono subito e magari a fine partita ci si beve anche una cosa insieme scherzandoci su. Ne abbiamo viste tante in questi due campionati, ma mai ci era capitato di subire un’aggressione così grave. Da inizio partita avevamo notato un clima un po’ ostile da parte della squadra di casa dettato sicuramente anche dalla loro posizione in classifica e dalla voglia di far valere il “fattore campo”. Cose che ci possono anche stare, qualche frase un po’ di troppo che può anche lasciare il tempo che trova. Ma intorno al 30’ del primo tempo il limite del tollerabile è stato superato. Il numero 11 del Castelfranco fa un fallo da dietro molto duro ai danni di un nostro giocatore, il quale un po’ risentito accenna una piccola reazione. Normali situazioni di gioco fino a qui. Ma in pochi secondi parte un pestaggio di una violenza assurda, con il numero 11 e 4 della squadra di casa che sferrano calci fortissimi colpendo alla testa il nostro tesserato, mentre era a terra. La violenza dei calci è stata davvero inaudita, tale da causare una perdita momentanea dei sensi del nostro ragazzo. Una scena che ha acceso gli animi a tal punto che abbiamo preferito abbandonare il terreno di gioco perché non c’erano più le condizioni per giocare. Atletico BriganteVedere un nostro fratello a terra così è qualcosa che fa male, ma abbiamo fatto di tutto affinché un pomeriggio già brutto non lo diventasse ancora di più. C’è stato un urgente ricorso alle cure mediche per il nostro giocatore, con l’arrivo dell’ambulanza e il trasporto al pronto soccorso. Andare a giocare con la voglia di divertirsi e finire con un tuo amico all’ospedale fa molto male. Eravamo arrivati a Castelfranco in pullman tutti insieme, giocatori e tifosi, con la voglia di passare un’ennesima giornata all’insegna della convivialità anche con la squadra locale e la gente del posto, come siamo soliti fare, e invece … Crediamo che quello che abbiamo subito sia davvero grave. I calci in testa ad una persona a terra sono cose da infami che nulla hanno a che vedere con lo sport. Non sappiamo cosa sia passato per la testa a chi abbia fatto ciò ma non possiamo nascondere che la matrice razzista del gesto sia alquanto chiara. Il nostro giocatore colpito è infatti senegalese e ci viene da pensare che forse questo possa essere stato un motivo che ha scatenato una violenza del genere. Perché di falli e battibecchi se ne vedono tanti ma la violenza dell’aggressione subita ci fanno pensare che sia stata scatenata anche dal fatto che il ragazzo in questione non fosse italiano. Forse chi non è italiano, per qualcuno, non ha diritto di replica se subisce offese e fallacci, e se risponde deve essere zittito o, ancora peggio, pestato. Kidiera non solo è un giocatore che a livello tecnico meriterebbe ben altri palcoscenici ma ha anche un temperamento coriaceo apprezzato da tutti, che forse a qualcuno non è andato giù. Perché un ragazzo africano per qualcuno forse non dovrebbe giocare nemmeno, quindi figuriamoci se lo sa fare anche bene riuscendo a farsi rispettare in mezzo al campo. Può essere qualcosa di inaccettabile per certa gentaglia. Rimarcando ancora la gravità dell’episodio ci preme, purtroppo, sottolineare che nonostante questo e nonostante abbiamo cercato di mantenere la calma, pensando innanzitutto alle condizioni di salute del nostro amico, alquanto preoccupanti in quel momento, siamo stati anche oggetto di minacce e tentativi di aggressione da parte dei pochi tifosi locali. Insomma, oltre al danno la beffa. L’ambiente e la squadra del Castelfranco, tranne alcuni elementi, non ci sembra abbiano riconosciuto la gravità dell’accaduto e non ci sono sembrati propensi a delle sincere scuse o passi indietro, anzi. E questa è la cosa che forse fa ancora più male. È stato un attacco a tutto ciò che siamo, difficile da dimenticare. Da fastidio che una squadra come la nostra, anche se agli ultimi posti della classifica, provi sempre a gettare il cuore oltre l’ostacolo e giocarsela con chiunque. Ma forse da ancora più fastidio a qualcuno ciò che siamo e le idee di sport, di socialità e di vita che ci contraddistinguono. Di certo queste aggressioni non ci fermeranno ma sicuramente faremo in modo che gesti del genere non finiscano nel dimenticatoio. Pensiamo che certe cose non debbano succedere più e faremo di tutto affinché sia data la giusta importanza alla gravità dell’accaduto. Noi abbiamo la testa dura e certi gesti infami non ci hanno mai messo ko. 

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Giornalista pubblicista, appassionato di calcio minore e girovago di redazioni. Inizia con il Sannio Quotidiano, passa a Sannio Calcio, torna al Sannio Quotidiano, apre un blog Sannio in campo e infine approda a Sannio Sport. Per la serie "dove c'è Sannio, c'è casa". L'accenno di capelli bianchi non è dovuto all'età ma all'esperienza maturata.