Diary day 25 – Clipper Round the World

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Quingdao - Clipper Round the World 2015Terra!! Terra!!

Che emozione avvistare la terraferma dopo quasi 4 settimane di navigazione.
Scrutare l’orizzonte alla ricerca di una sagoma indefinita e’ stato il pensiero fisso di oggi.
Una sagoma che quando compare ti riempie di gioia e ti ripaga all’istante di tutti i sacrifici del navigare.
Questa sensazione deve da millenni pervadere lo spirito di ogni navigante.
Arrivare in un porto o una baia, un approdo di qualsiasi tipo e gettare l’ancora dopo aver ammainato le vele e’ un gesto magico.
E’ la quadratura del cerchio dopo aver issato le ancore e mollato gli ormeggi.
Una sensazione bellissima che si prova anche senza fare traversate oceaniche verso luoghi sconosciuti.
Basta andare da Salerno a Ventotene.
Avvistare la piccola isola dalla sagoma ben definita, entrare nell’antico porto romano e ancorare sulla banchina di tufo.
Momenti, per me e l’equipaggio, ogni volta emozionanti.
Intanto stanotte e’ stata una notte da ricordare o dimenticare!!
Stavamo navigando sotto Spinnaker 2 con vento teso tra i 30 e i 35 nodi e mare agitato con onde di 4-5 metri.
Dopo una strambata il timoniere ha cercato subito di riprendere velocita’ orzando, ossia portando la prua al vento.
La randa ancora bloccata al centro barca e’ stata esposta al vento e ha subito fatto inclinare la barca di oltre 45 gradi mandando tutti gambe all’aria (ovviamente eravamo tutti clippati altrimenti finivamo buona parte in mare) e fatto finire lo spinnaker in acqua.
Lo spinnaker si e’ immediatamente riempito d’acqua e appena la barca si è raddrizzata ha strappato la drizza dall’albero e si e’ squarciato.
Per recuperarlo abbiamo impiegato piu’ di un’ora svegliando e chiamando sul ponte anche i Tigers che stavano risposando. Un lavoro durissimo e stressante con la barca alla kappa (ferma in mezzo all’oceano) e sferzafa dal vento e dalle onde.
Tra comandi urlati nella notte e luci dele torcie frontali che si incrociavano ci siamo massacrati e bagnati totalemente fino alle mutande.
Dopo il recupero del code 2 danneggiato abbiamo issato lo Spinnaker code 3 e ripreso la navigazione.
Siccome non c’e’ due senza tre dopo neanche un’ora si e’ rotta la scotta dello spi lesionata da un bozzello danneggiato dal primo spi.
Questa volta il recupero e’ stato semplice e senza danneggiare la vela.
A questo punto abbiamo proseguito con Yankee 3 e Staysail con un’andatura un po’ piu’ lenta ma piu’ sicura nelle condizioni meteo marine che avevamo.
Intanto corriamo verso Rio, a circa 200 miglia, cercando di amministrare il margine di vantaggio che ancora abbiamo sugli inseguitori che sono tutti in stealth mode!!
Lmax intanto e’ appena arrivato a Rio con grande invidia di tutti qui a bordo.

Domattina, si spera tocchera’ a noi... Corna facendo!!

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