Il Diardio di Fabrizio D’Aloia – Cross Pacific Race Day 26

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clipper round the world 2016Circa 500 miglia all’arrivo e la mente non si riesce più a tenere a freno…
Pochi ma importanti desideri, e non si tratta di consumismo, ma di bisogno essenziale!

Bisogno di fare una doccia calda per togliersi la “seconda pelle”, necessità di radersi dopo 30 giorni, bisogno di dormire “bene” in un letto fermo, in silenzio, all’asciutto e al buio, bisogno di mangiare “normalmente”, ossia cibi freschi, seduto a tavola con piatti e posate
puliti.

In poche parole bisogno di riappropriarsi dei propri bioritmi.

Intanto la navigazione continua tra mille difficoltà e condizioni meteo proibitive.

Icholcoal ha abbandonato la regata e sta procedendo a motore verso Seattle a seguito della morte di Sarah e del conseguente crollo psicologico di buona parte dell’equipaggio.

Anche Da Nang – Vietnam ha abbandonato e sta procedendo a motore dopo essersi ribaltata nella tempesta di ieri notte ed aver riportato danni al timone sinistro, alle torrette dei winch primari e ad alcune manovre fisse che mettono a repentaglio la sicurezza della barca. Alcuni membri dell’equipaggio si sono feriti leggemente, ma, per fortuna erano tutti clippati e nessuno è finito overboard. Sono tutti ok.
Wendy, la skipper australiana, ha quindi prudentemente deciso di uscire dalla competizione.

Stanotte, mentre dormivo, sono caduto dalla cuccetta con tutto il sacco a pelo durante uno sbandamento della barca molto accellerato. Per fortuna ero al primo livello e non mi sono fatto nulla. Fossi caduto dal secondo livello avrei potuto ferirmi seriamente. Il nodo della rete di contenimento non ha retto all’impatto e ha ceduto.

Allo stress fisico, si aggiunge la tensione per non poter mai abbassare la guardia.

Nel frattempo stiamo effettuando l’ocean spring che assegna tre punti al primo che attraversa più velocemente i meridiani tra il 142′ e il 135′, due al secondo e uno al terzo.
Lo spirito a bordo e le condizioni della barca non ci consentono in alcun modo di competere.

Lo spinnaker, a brandelli, con il suo frustrare violento, ha distrutto lo strallo di trinchetta. L’acciaio si è sbriciolato e sfilacciato come fosse semplice corda!!!

Dopo un turno estenuante, sotto l’acqua ed il vento gelidi, per smontare il cavo d’acciaio e buttarlo a mare stiamo ora navigando con la sola randa ridotta con tre mani di terzaroli.
Lo strallo d’acciaio è stato sostituito con due cime di dynema. Dovrebbero reggere il ridotto carico dell’albero…

Tutti a bordo sono concentrati sulla meta, sempre troppo lontana…
E il nervosismo inizia a farsi vivo.

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