Il commento – Punto e a capo. Ora Baroni ha un paio di certezze in più

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del-pinto-di-chiaraMarco Baroni è abbastanza saggio da comprendere che serviva come il pane. Uscire dal campo tra gli applausi dopo aver giocato meglio degli avversari era forse più importante del risultato in sé. Anzi, lo è stato di sicuro per una squadra che deve completare un processo di crescita iniziato sotto i migliori auspici e solo sospeso da due stop che avrebbero potuto portare strascichi ben peggiori. In casi come questo disunirsi può riuscire semplice se non si è legati ad una solida idea di gioco. Il Benevento, a quanto pare, quell’idea ce l’ha e all’allenatore toscano vanno riconosciuti i dovuti meriti.

Contro il Perugia lo schieramento iniziale era parso a molti un azzardo. Decifrarlo utilizzando il classico vocabolario dei numeri è diventata subito un’impresa. “Giallorossi con centrocampo a tre o a quattro? Dove sta giocando realmente Del Pinto?”. Una mossa che si è rivelata geniale, quella di schierare il centrale di centrocampo defilato a destra con chiari compiti di copertura. Una mossa utile, tra le altre cose, anche ad allungare il raggio d’azione di Venuti, notoriamente propenso ad attaccare ma a corto di occasioni per farlo se davanti a lui agiscono giocatori offensivi. Tenendo Del Pinto bloccato tra difesa e trequarti, invece, non solo sono state limitate le iniziative di Dezi e Guberti, ma è cresciuta anche la spinta su quel versante d’attacco per la Strega.

L’altra certezza riguarda invece Karamoko Cissé, che proprio Baroni in sala stampa ha dichiarato di voler provare maggiormente nel ruolo di esterno offensivo. “A lui piace molto partire da lontano per dare vigore alla sua falcata e cercare l’appoggio al compagno”. Detto, fatto. Il guineano ha colpito una traversa, è partito un paio di volte in contropiede, ha duettato con Falco ed è arrivato alla conclusione (murata) in un altro paio di circostanze. E’ mancato qualche taglio in più alla ricerca dell’incornata, certo, ma per questo ci sarà tempo di migliorare. Intanto Baroni sorride, perché la sicurezza di poter contare su un determinato tipo di giocatore da schierare anche in quella zona di campo – quando la gara lo richiede – è scoperta degna del miglior ricercatore.

La domanda che in tanti si stanno ponendo in queste ore riguarda, infine, il Benevento che vedremo a Trapani. Qualcosa indubbiamente cambierà, con la possibilità sempre più concreta di rivedere Ciciretti e Falco insieme dal primo minuto. Probabile che ci sarà occasione anche di far rifiatare qualche componente del pacchetto arretrato, considerando che in nove gare su dieci (fa eccezione solo la sfida di Salerno) il ritornello Venuti-Padella-Lucioni-Lopez è stato una costante risultando uno dei meno perforati dell’intera serie cadetta. Ma proprio per questo Baroni si guarda bene dal mischiare troppo le carte. Lui sì, è abbastanza saggio da non fidarsi di niente e nessuno. Nemmeno, se non soprattutto, dell’unica squadra di questa serie B che non ha ancora vinto una partita.

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Classe '90, beneventano dentro e fuori dal campo. Pubblicista dal 2012, laureato in Scienze della Comunicazione. Dal 2009 al seguito dei colori giallorossi con un pc sottobraccio. La B un sogno realizzato, ma non c'è conquista più bella di quella che deve ancora arrivare...