Il commento – Il pari di Vicenza è una vittoria per la mentalità

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benevento-calcio-brescia-19Punto, ma non a capo. Da più parti la trasferta di Vicenza era stata annunciata come un crocevia importante per questo Benevento, chiamato ad allungare la sua serie di vittorie contro una squadra che in casa non ha ancora vinto in campionato. Un dettaglio statistico, quello relativo ai biancorossi, che aveva fatto pregustare un altro sabato da incorniciare a chi ha a cuore le sorti della Strega. Al novantesimo non è stato così, ma il sapore avvertito al palato non è poi così amaro. Ci sono gare, momenti di un campionato, che ti dicono esattamente chi sei. E la sensazione è che a Vicenza il Benevento possa aver ritrovato quella parte di sé persa in un’altra lunga trasferta di inizio stagione, quella di Trapani, finita in tutt’altro modo. Il calcio è fatto anche di luoghi comuni, tra i quali ne spicca uno che sentiamo spesso pronunciare agli allenatori delle cosiddette “big”: “Non puoi sempre vincere, ma quando capisci che non puoi vincere, devi fare in modo di non perdere”. Detto, fatto. E’ stato così che il Benevento ha portato a casa un punto d’oro per il suo cammino.

Il pari del Menti ha mosso la classifica e paradossalmente permesso alla Strega di guadagnare una posizione raggiungendo il Cittadella al terzo posto. Un premio giusto per un gruppo che ha saputo soffrire benedicendo per una volta la buona sorte. Perché se è vero che le traverse e i legni erano stati fatali in precedenti circostanze, in Veneto ai giallorossi è andata di lusso grazie anche alla consueta sicurezza che un portiere come Cragno sa imprimere alla gestione difensiva. Lo avevamo visto a Bari, prima ancora a Latina ed in altre innumerevoli circostanze: quando Lucioni e compagni si distraggono, le mani e i piedi degli angeli custodi della porta sono pronti a dare linfa ad una squadra che non prende gol da oltre 500 minuti. In serie B si tratta di un lusso comune solo ai grandi. E se in una giornata apparentemente nera non prendi gol e riesci a salvare la pelle, hai compiuto già un passo avanti. Per la mentalità, per il carattere e per l’ambizione. Non ci sarà da brindare, ma sono generalmente questi gli eventi che lasciano il segno in una stagione.

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Classe '90, beneventano dentro e fuori dal campo. Pubblicista dal 2012, laureato in Scienze della Comunicazione. Dal 2009 al seguito dei colori giallorossi con un pc sottobraccio. La B un sogno realizzato, ma non c'è conquista più bella di quella che deve ancora arrivare...