Benevento – Salernitana. Dalla sala stampa.

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Marco Mancosu, trequartista del Benevento.

Non c’è niente, e non ci sarà mai niente. Se i tifosi continuano così, non ci sarà mai niente.
Appena una cosa va male, qua a Benevento non si pensa a rincuorare il giocatore, ma gli si dà contro.
C’è sempre da trovare un capro espiatorio, la volta scorsa erano Mancosu e Montiel, oggi è Carboni, l’altra volta il fatto di
Evacuo.
Si è creato un clima brutto, se avessimo vinto saremmo andati a due punti dalla prima, perché questo non lo scrivete? A
ottobre mica si può già vincere il campionato? Ci sono degli step. Io ci voglio andare in serie B perché abbiamo gruppo
fantastico e società che ci sorregge. A me potete mettere 4 ad ogni partita, a me non me ne frega, io continuo a giocare, e
oggi l’ho dimostrato. Ogni anno è sempre così ma dite sempre di no.
Fuori casa l’importante è non perdere, poi qualche colpo lo riesci a fare. Io stimo quei 30 tifosi che ci seguono in
trasferta, loro ci tengono, ed è loro che stimo. Sono quelli che oggi non hanno fischiato.
Qui dobbiamo essere uniti tutti.
A Lanciano abbiamo vinto ed ora sono primi in classifica, a Genova pure abbiamo giocato bene con una squadra di A, i
giocatori che sono scesi in campo sono gli stessi.
Io vorrei che il pubblico ci sostenesse anche nel 2-1, e non solo sull’1-1.
Avevamo il pallino del gioco in mano, ma non siamo stati bravi a spingere di più.
Noi durante la settimana ci mettiamo sempre il cuore, la buona fede per cercare di rimediare agli errori fatti in partita.
Dovete riportare tutto, non solo se un giocatore è fuori forma, la settimana scorsa c’era un rigore grande come una casa, e
sul gol di Scognamiglio c’era un fallo loro in attacco. Ci vuole equilibrio.

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Vinicio Espinal, centrocampista del Benevento.

Oggi abbiamo dato tanto, purtroppo abbiamo raccolto meno di quanto abbiamo fatto, di fronte ad una squadra esperta, siamo qui a parlare di una sconfitta, ma una reazione c’è stata.
Quando si parla di errori, ciò riguarda tutta la squadra, non solo dei singoli reparti o giocatori.
Se riusciamo ad arrivare ad un obiettivo, ci arriviamo tutti, squadra tifosi, società città.
Cerchiamo di prendere le cose nel modo giusto, se qualcuno si sfoga come Mancosu vuol dire che c’è interesse, è un
atteggiamento sanguigno da parte sua.
Che la nostra sia una piazza esigente si sa, sono successe un sacco di cose in questa settimana, ed è normale che c’è
qualcuno che somatizza di più e qualcuno di meno. Noi siamo vicini ad ogni compagno.
Si guarda sempre troppo al negativo, ma non possiamo sempre stare dietro all’umoralità del tifoso o del giornalista, dobbiamo
andare avanti.

Arriva il presidente Vigorito che suggerisce al giocatore di rispondere a domande riguardo la partita, e non su altri aspetti. Espinal ritiene quindi chiuso il suo intervento e lascia la sala stampa.

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Matteo Guazzo, attaccante della Salernitana.

Siamo stati in ritiro perché eravamo in un periodo non facile, e oggi siamo stati bravi a contenere il Benevento che con i
suoi giocatori importanti poteva essere pericoloso. Sono contento per la prestazione fatta dalla mia squadra.
Sicuramente noi quando giochiamo a salerno troviamo sempre fatica perché ci troviamo davanti a squadre che si chiudono,
quando poi giochiamo con squadre che se la giocano apertamente è più facile fare risultato.
E’ stata un’emozione importante, ed è giusto che oggi festeggiamo se vinci a Benevento e porti i tre punti a casa, c’è grossa
soddisfazione.
E’ normale che se guardiamo la classifica ci rendiamo conto che abbiamo perso dei punti, non so quante squadre vengono a
benevento e tornano con una vittoria.
Il mister ci conosce bene, con lui abbiamo vinto il campionato, e conosce le caratteristiche di ognuno di noi, e sappiamo che
quando andiamo in vantaggio spesso inserisce un difensore o un centrocampista per conseguire la vittoria.

Certo se c’è qualcuno che deve pagare spesso questi è il mister, non si possono certo mandare via 30 giocatori, con questo
non voglio dire che non sono grato al mister precedente, perché i risultati che non arrivavano erano a causa nostra.

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Carlo Perrone, allenatore della Salernitana.

Proprio questa mattina pensavo all’esordio dell’anno scorso (pareggiamo 2-2) e ho pensato ma perché non si può migliorare?
La Salernitana non vinceva a Benevento da 33 anni, gli stessi anni che oggi compie Mounard.
La squadra oggi ha lottato, si è sacrificata, e ha ribattuto colpo sul colpo al Benevento. speriamo che questa vittoria possa
riportare serenità e convinzione ai giocatori.
Questi sono tutti ragazzi che ho avuto l’anno scorso, li ho rivisti bene in settimana ed ero convinto e sereno che avremmo
potuto fare una prestazione decente.
Sapevo che oggi avrei lasciato campo sugli esterni, ma era una scelta visto che cercavo superiorità al centro.
Cercherò sempre di trasferire le mie idee sul modo di difendere, di attaccare, cercare di dare più sicurezza alla difesa che
pure oggi però ha preso gol.
Oramai sono di casa, i nuovi sono pochi, quindi posso dire che la squadra è mia perché mi ci trovo a mio agio. Siamo già a
buon punto.
Non pensiamo al generale, ma al particolare, partita dopo partita, anche l’anno scorso la classifica era deficitaria come
quella di oggi.

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Guido Carboni, allenatore del Benevento.
(a fianco a lui il presidente Vigorito che vigila)

La Salernitana si è chiusa, e prima di partire penso che avrebbe sottoscritto per un pareggio. Abbiamo creato delle diverse
occasioni per passare in vantaggio, ma la Salernitana ci attendeva negli ultimi 16 metri, loro sono passati in vantaggio su
un possibile fuorigioco, devo rivedere l’azione, comunque gliel’abbiamo regalato.
E’ un momento non semplice, siamo sfortunati, siamo all’ottava nona giornata e i campionati e gli obiettivi non si decidono a
ottobre. Noi dobbiamo lavorare per migliorare.
Ci dispiace non aver vinto questa partita e dispiace che dopo l’1-1 c’era grande euforia e slancio anche da parte del
pubblico. Subire due gol in casa poi è sempre difficile recuperare.
Se cominciamo a trovare alibi è un sintomo di debolezza. Sicuramente dobbiamo migliorare come squadra, produciamo anche molto in riferimento a quello che è il volume medio del campionato. Prendiamo molti gol e ciò non dipende dal giudizio o da quello che scrivono gli altri. Dovrò essere più attento io a fare certe valutazioni, ho un carattere temprato per affrontare queste situazioni. L’anno scorso ci siamo risollevati a campionato in corso, figurarsi adesso con un intero campionato a disposizione.

Oggi ci tenevo fin troppo, forse ho trasmesso troppo ai ragazzi l’importanza della singola partita. E’ anche vero che ora
dobbiamo rimboccarci le maniche.
Siamo stati dei polli in due fasi della partita, non può una squadra prendere il secondo gol come lo abbiamo preso noi.
Volevo togliere una punta perché ho visto che soffrivamo a centrocampo.
Dobbiamo avere umiltà di lavorare sui nostri difetti, e non sui nostri pregi. Se si lavora sui pregi si lavora poi in maniera
pretestuosa. L’importante è come ci si rialza dopo la caduta, dobbiamo reagire, è tutto qua.
Non accetto alibi su critiche e giudizi sbagliati.
Quando qualche volta puntualizzo qualcosa, non creo alibi, ma cerco di creare un buon clima per la squadra.
Zero alibi oggi, abbiamo perso una battaglia, ma non ancora la guerra.
Dobbiamo avere bravura e consapevolezza che ora siamo oggetto di critiche: allenatori e calciatori.
Altrimenti è troppo facile venire qui dopo una vittoria a sorridere.
Fisicamente abbiamo qualche elemento ancora indietro Signorini e Di Deo che venivano da un infortunio.
Ho cercato di avere un po’ più di situazioni di uno contro uno, e di tirare di più in porta con uno come Montiel, a
centrocampo Foggia era ad uomo su Vacca.
Non siamo tanto fortunati, ad essere sinceri, ma non cerco alibi, prima o poi qualche episodio girerà anche per noi.
Oggi non era facile sfondare centralmente, e quindi abbiamo preparato la partita per sfruttare gli esterni, siamo mancati in
quelle occasioni, abbiamo pagato care quelle due disattenzioni sui gol subiti. Ci è mancata lucidità.

Questa squadra ha i mezzi di fare qualunque risultato: sia di vincere con chiunque che perdere con chiunque.
Di solito faccio analisi migliori il lunedì o il martedì quando rivedo la partita, poi alla ripresa degli allenamenti vedrò
cosa dire ai ragazzi, non ho già in mente quello che dovrei dire.
Son venuto oggi perché è giusto che un allenatore ci metta la faccia.

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Nato a Benevento nel 1983, conclude gli studi superiori con il diploma di Geometra. All'università decide di cambiare completamente campo di studi, assecondando la sua passione di scrivere, iscrivendosi quindi alla triennale di Scienze della Comunicazione a Salerno (e poi alla specialistica all'Università degli studi Suor Orsola Benincasa a Napoli), con l'intenzione di diventare sceneggiatore, giornalista o semplice scrittore. Dal 2011 collabora con SannioSport.it come giornalista sportivo, principalmente seguendo le vicende del Benevento Calcio, ma interessandosi anche di altre squadre e/o categorie sportive. Saltuariamente scrive di altri argomenti anche sul suo blog, o per altri giornali online.