Benevento-Perugia. Dalla sala stampa.

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Andrea Camplone, allenatore del Perugia.

Anno nuovo, prima vittoria fuori, ci fa molto piacere questo risultato. Ho visto una squadra un po’ impaurita tenendo conto dei giocatori in campo, sentivo c’era molta tensione. Per quanto ci riguarda la sorte ci è sembrata amica, anche se credo che non abbiamo rubato molto.
Sui rigori per il Benevento, non so come ha visto l’arbitro, ma se vogliamo essere sportivi D’Anna doveva essere ammonito una seconda volta. Non sta a me parlare dell’arbitraggio, io sono contento per la mia squadra che ha vinto. Deve essere il Benevento a lamentarsi.
Cangi e Nicco due giocatori esperti che devono migliorare per quanto riguarda il minutaggio in campo. La classifica non la guardiamo, già l’ho detto prima della partita.
Abbiamo recuperato Di Tacchio che non giocava da due mesi, quindi per ora non parliamo del mercato. Ci sono pure Cenciarelli e Clemente da recuperare, poi siamo già 26 in rosa.

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Daniel Ciofani, attaccante del Perugia.

Nono gol in campionato, ma mi fa piacere ancor di più perché è valso tre punti. Sul gol sono andato sul terzino destro, per me il loro punto debole, sul corpo a corpo mi è andata meglio.
Una vittoria maschia che ci dà fiducia, pensavamo che il Benevento avesse una ripresa ma per fortuna non c’è stata. Il campo non era buono, ed entrambe le squadre trovavano difficoltà nei passaggi.
Cipriani ha fatto delle belle giocate trovandosi anche a doversele creare da sole un paio di volte.

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Guido Ugolotti, allenatore del Benevento.

Nel secondo tempo abbiamo avuto le nostre occasioni, mettendoci un po’ di spirito in più, nel primo tempo invece abbiamo avuto dei passi indietro.
I giocatori a disposizione purtroppo erano quelli, non c’era da poter cambiare molto. Quando cercavamo più spinta sulle fasce abbiamo perso Marchi.
Le sostituzioni fatte successivamente erano tecniche, cercavo più spinta sulle fasce.
Mi ha fatto arrabbiare l’atteggiamento della squadra avuto nel primo tempo. Nella ripresa siamo stati più vivaci ma non ordinati.
Personalmente non mi complica l’idea che il Benevento sia in zona playout, speriamo che la situazione di mercato si stabilizzi perché c’è qualche giocatore che ha espresso la volontà di andarsene, e sto parlando di Germinale che fino a dicembre mi ha dato la sua disponibilità, dopo mi aveva detto che avrebbe atteso la finestra di mercato invernale.
Oggi abbiamo giocato una bruttissima partita, ma ai ragazzi non ho detto ancora niente, mi sono arrabbiato con loro nell’intervallo, perchè il primo tempo giocato non era affatto da Benevento.
Indubbiamente non siamo stati fortunati negli episodi, ma ci abbiamo messo anche del nostro.
In un momento di difficoltà non possiamo appellarci solo ad un rigore non dato o un fuorigioco dato.
Ho parlato con la società, non vogliamo mantenere gente scontenta, mi preoccupa il clima in cui ci troviamo perché sembra che in alcuni momenti si ha paura di giocare le partite. Bisogna cacciare gli attributi.
Non siamo felici di questa situazione, ci mancherebbe altro. Sappiamo però che per uscirne non servono le polemiche, ma il lavoro.

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Emanuele D’Anna, terzino e capitano del Benevento.

Mi dispiace dirlo, ma è la verità quello che dice il mister: avevamo paura di giocare. Sul gol Ciofani si è messo tra me e Signorini, lui purtroppo era più grosso di me e quindi ha avuto la meglio, mi dispiace molto.
Dovevamo chiudere prima, stesso sul cross di Moscati che l’ha messa col contagiri a Ciofani, hai voglia a marcarlo…
Il capitano sta qui apposta: per metterci la faccia e per prendersi le responsabilità. Io ho sempre detto che la squadra nelle difficoltà deve saper reagire. Io non mollo, ho già parlato con i miei compagni.
Se durante gli allenamenti ci mettiamo il 100% e questi sono i risultati, allora vuol dire che dobbiamo metterci il 200%.
A chi vuole andare via, io dò ragione: evidentemente non hanno la personalità per giocare in questa piazza, e quindi è giusto che se ne vadano. E’ qui che si vede se sei o no giocatore, io sono quattro anni che sto qui.
Sul mercato sono sincero: un mese fa ci ho pensato, ma ora ho cambiato idea, io resto qua. Se poi presidente e allenatore decideranno di mandarmi via, non potrò che accettarlo, ma personalmente non me ne vado.
Nello spogliatoio l’arbitro mi aveva detto: “Dì a Cipriani di non buttarsi altrimenti lo ammonisco”. Poi dopo pochi minuti della ripresa me lo ammonisci, allora mi arrabbio anche se sono a cinquanta metri. Poi ogni qual volta mi avvicinavo mi minacciava, quindi non potevo fare molto.
Camplone diceva che dovevo essere ammonito per la seconda volta? Io gioco con le braccia larghe, non è che gli altri come Rantier possono mettersi a fare le ballerine o a tuffarsi in piscina.
E’ un periodo negativo, e se qualcuno non l’ha detto prima perché sotto pressione, è giusto che decida di andare via. Chi decide di farlo allora è veramente un uomo, a loro non dò colpe.
Al gruppo non penso pesano queste situazioni, anche perché chi vuole andare via si impegna comunque negli allenamenti per essere pronti per la prossima squadra.
Siamo in 26, siamo in troppi.

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Nato a Benevento nel 1983, conclude gli studi superiori con il diploma di Geometra. All'università decide di cambiare completamente campo di studi, assecondando la sua passione di scrivere, iscrivendosi quindi alla triennale di Scienze della Comunicazione a Salerno (e poi alla specialistica all'Università degli studi Suor Orsola Benincasa a Napoli), con l'intenzione di diventare sceneggiatore, giornalista o semplice scrittore. Dal 2011 collabora con SannioSport.it come giornalista sportivo, principalmente seguendo le vicende del Benevento Calcio, ma interessandosi anche di altre squadre e/o categorie sportive. Saltuariamente scrive di altri argomenti anche sul suo blog, o per altri giornali online.