Benevento i “conti” non tornano, si è smarrito l’enfant prodige

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Come sembrano lontani i tempi dell’Inter, quando Mazzarri lo portava in prima squadra e quando a spendere parole di elogio era Roberto Mancini. George Puscas starà forse rimpiangendo il periodo nerazzurro così prodigo di belle speranze. L’attaccante rumeno era arrivato al Benevento con ben altre aspettative, poi qualcosa non ha funzionato e non è andato per il verso giusto. Con quella di ieri sono 14 le apparizioni in giallorosso, appena quattro delle quali partendo dal primo minuto (Pro Vercelli e Avellino all’andata, Spal e Cesena al ritorno). Due le reti messe a segno, entrambe inutili ai fini dei tre punti: il raddoppio contro la Spal all’esordio in campionato e il terzo sigillo al Brescia nella sfida del 19 novembre.

Un magro bottino per un attaccante che ha studiato alla scuola di Ibrahimovic venendo indicato come il “Benzema di Romania“. Ci ha messo del suo il giovane Puscas (classe ’96) nella sua seconda esperienza italiana tra i professionisti dopo le 18 presenze e i 5 gol complessivi col Bari. L’atteso feeling con i colori giallorossi non è sbocciato ma non tutte le colpe sono da attribuire a un ragazzo ancora acerbo dal punto di vista caratteriale, arrivato in prestito con diritto di riscatto dalla società nerazzurra.

L’ingresso in campo con la Spal e il gol messo a segno lasciavano presagire un lieto fine, strada facendo sono invece emerse le prime difficoltà che hanno riscritto l’annunciato copione. Puscas salta subito le partite con Carpi, Verona e Latina, tornando a disposizione un mese più tardi con la Pro Vercelli nel match infrasettimanale in cui Baroni lo schiera titolare. La successiva panchina col Bari è l’ultima prima di un nuovo stop dovuto a un’infiammazione al ginocchio che lo costringe a dare forfait per cinque giornate. Torna il 29 ottobre contro lo Spezia facendo in tempo a fornire il proprio contributo per la fine di uno strepitoso girone di andata del collettivo.

Consumato il giro di boa e accarezzata l’idea di dire addio al Benevento, Puscas è titolare a Ferrara contro la Spal. E’ il 21 gennaio, giorno in cui se ne perdono le tracce. Il ginocchio continua a dare problemi, lo staff medico sannita lo ferma e soltanto un mese dopo si decide di intervenire chirurgicamente. L’ennesima tegola di una stagione nefasta sotto tutti i punti di vista. L’intervento lo tiene ai box fino allo scorso 8 aprile, quando riappare in panchina nella trasferta di Cittadella. Tre mesi di assenza (cinque in totale se si considerano anche i precedenti) che avranno pesato come un macigno sulle spalle del rumeno nel giorno del ritorno da titolare a Cesena dopo le fugaci apparizioni con Brescia e Vicenza.

Predator, come è stato ribattezzato all’ombra della Dormiente da Gio Gentile, avrà adesso un mese di tempo per far ricredere gli scettici e per riconquistare un po’ di quella fama che lo aveva accompagnato al momento della firma col Benevento. Quattro partite (più l’appendice play off, si spera) per dare un calcio alla sfortuna e per non gettare al vento un’intera annata, guadagnandosi magari l’appellativo di “conte”.

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Giornalista pubblicista, appassionato di calcio minore e girovago di redazioni. Inizia con il Sannio Quotidiano, passa a Sannio Calcio, torna al Sannio Quotidiano, apre un blog Sannio in campo e infine approda a Sannio Sport. Per la serie "dove c'è Sannio, c'è casa". L'accenno di capelli bianchi non è dovuto all'età ma all'esperienza maturata.