Da Benevento alle Olimpiadi di Rio con un unico obiettivo: portare in alto i colori dell’Italia e della sua città. Intervista esclusiva al marciatore azzurro Teodorico Caporaso

195

Ciao Teodorico, innanzitutto complimenti per i risultati raggiunti fino ad ora e per la meritatissima conquista della partecipazione alle Olimpiadi di Rio De Janeiro che si terranno a breve con la tua disciplina sportiva: la marcia. Nella tua carriera agonistica non hai però sempre praticato questo sport: sei passato infatti dal nuoto al mondo dell’atletica leggera quando avevi 17 anni. Cosa ti ha portato a cambiare sport in maniera così drastica e come mai ti sei cimentato in una disciplina sportiva così diversa da quella con cui hai iniziato?

In primis, grazie per i complimenti. Il nuoto ha riempito le mie giornate dagli 8 ai 14 anni, con gli ultimi 3 vissuti a livello agonistico. Poi le mie caratteristiche fisiche non propriamente da grande nuotatore (non se ne vedono tanti di nuotatori “alti” come me!) in un ambiente non troppo felice hanno fatto sì che mi allontanassi da questo sport.  Di certo è stata un’esperienza importante per forgiare la mia applicazione fisica e mentale all’allenamento, che ho portato con me nel passaggio all’atletica. La  marcia poi l’ho scoperta quasi per caso per l’esigenza della società (la Libertas Benevento di Giovanni Caruso) di coprire i 5000 mt di marcia in un campionato di società.

12 anni di marcia quindi: chi ha contribuito a farti avvicinare a questo sport?

Dopo l’incontro con la marcia appena citato, avvenuto nel 2004, i primi veri passi li ho percorsi con Roberto Sanginario. Insieme a lui, quasi senza rendermene conto, il susseguirsi dei miglioramenti cronometrici mi ha portato nel 2006 al titolo italiano sui 20 km juniores e alla prima nazionale. Poi dal 2008 ho iniziato un nuovo percorso con Diego Perez che dall’anno successivo mi ha lanciato verso la “mia” 50 km. Questa distanza poi mi ha regalato la prima nazionale assoluta nel 2011 e da lì il pass per le maggiori competizioni internazionali: Europei, Mondiali e in ultimo le Olimpiadi.

Per raggiungere questi livelli, come tutti gli sportivi d’eccezione, avrai dovuto fare delle scelte che avranno certamente comportato delle rinunce. Quali ti hanno pesato di più?

Sicuramente negli anni il crescere degli obiettivi ha richiesto sempre maggiore impegno, dedizione e attenzione ai particolari. Le rinunce più importanti sono connesse con il tempo da dedicare alle persone più care che forzatamente non è mai quello sperato.

Obiettivo Olimpiadi Rio De Janeiro 2016 raggiunto al Campionato Mondiale di Marcia a Squadre di Roma appena concluso (7-8 maggio) con il tuo risultato sorprendente nella 50 km di 3h 48’ 29” (record personale). Quanto ti sei allenato al giorno per raggiungere un livello agonistico così alto?

L’obiettivo o per meglio dire il sogno delle Olimpiadi ha iniziato a sfiorarmi tre anni fa. I progressi cronometrici, anno dopo anno, lo hanno reso sempre più concreto. All’inizio della preparazione di questa stagione, a novembre dello scorso anno, sapevo che il Campionato Mondiale di Marcia a squadre sarebbe stata la gara della verità . Sei mesi di allenamenti, con oltre 3500 km in un programma definito con attenzione insieme al mio tecnico hanno poi reso tutto possibile.

3h 48’ e 29” sono il tuo terzo record personale dopo l’1h 23’ e 41” della 20 km e le 3h 51’e 44” della 50 Km. Cosa hai pensato quando hai realizzato di aver superato un’altra volta te stesso?

In ogni gara, il mio primo obiettivo è il confronto con me stesso. La realizzazione di aver superato un nuovo limite è sempre motivo di soddisfazione, perché per quanto il miglioramento possa essere “previsto” la sua concretizzazione certifica il buon lavoro svolto nel percorso di avvicinamento alla gara.

Oltre che atleta sei anche studente universitario con laurea e specializzazione conseguite (Ingegneria Energetica e Ingegneria Meccanica) e dottorando di ricerca in Ingegneria Industriale in corso, come concili allenamento sportivo e studio?

Conciliare tutto non è semplice, le giornate non sono mai abbastanza lunghe per far tutto e lo stress la fa spesso da padrone! Mi aiuta la grande passione per quello faccio (la marcia e gli studi di Ingegneria) e il supporto delle persone care, in particolar modo la mia famiglia e la mia fidanzata Angela.

A chi dedichi le tue vittorie?

A tutte le persone che mi sono vicine e mi aiutano giorno per giorno a inseguire i miei sogni. Oltre alla famiglia e alla mia fidanzata, c’è il mio allenatore Diego Perez con tutto lo staff dell’Agorà Club di Torre del Greco e gli amici più cari che  mi seguono sempre.

Cosa pensi e cosa fai (hai dei riti scaramantici ad esempio) prima di ogni gara?

Mah, non ho particolari riti scaramantici, sono sicuramente molto metodico e cerco di curare più particolari possibile. Poi c’è la tensione mista alla voglia di gareggiare che si scioglie al momento dello start.

Le Olimpiadi di Rio De Janeiro ora sono vicinissime: che aspettative hai? Terrai in alti i colori di Benevento e dell’Italia intera?

L’obiettivo è di onorare al meglio la maglia azzurra e i colori della mia città cercando di ripetere una prestazione come quella del Campionato Mondiale a squadre. Sicuramente la gara che mi aspetta a Rio non sarà semplice, con un livello agonistico ancor più alto di quello visto a Roma e condizioni climatiche probabilmente più difficili.

Come hai giudicato la riammissione nella squadra nazionale di Alex Schwazer, dopo il suo coinvolgimento nelle losche vicende del doping? Ritieni giusto che Schwazer sia riabilitato per le Olimpiadi?

Gli enti preposti hanno giudicato la sua riammissione in accordo con i regolamenti vigenti. A noi atleti è stato garantito che si è operato all’interno delle regole che hanno permesso il suo rientro e quindi la sua partecipazione alle prossime Olimpiadi. Il mio parere sulla vicenda non conta.  Piuttosto mi fa piacere parlare della grande prestazione di squadra, che ci ha permesso di conquistare il titolo di Campioni del Mondo. Un risultato possibile, al di là della presenza di Schwazer, grazie all’ottima condizione di tutti i componenti della squadra. Siamo arrivati all’evento nel migliore dei modi (tutti reduci dal personale sulla 20 km) nonostante le grandi pressioni che ci circondavano.

Un’intera città ti sostiene ed è orgogliosa di te e dei tuoi straordinari risultati: vuoi dire qualcosa ai tuoi fan?

Voglio ringraziare i tantissimi concittadini che mi hanno scritto, telefonato o “intercettato” sul mio percorso di allenamento cittadino per esprimermi i loro complimenti! Dico a tutti di continuare a seguirmi e in particolar modo il 19 Agosto di non prendere impegni nel primo pomeriggio, ci vediamo alle ore 13 italiane, pronti a partire per una nuova ed entusiasmante avventura lunga 50 km!

 

 

CONDIVIDI
Francesca Lulleri ha collaborato per anni con diverse testate giornalistiche e culturali online. Ha esperienza consolidata in social media marketing e in ottimizzazione SEO dei contenuti grazie a diversi anni di collaborazione con web agency e content market place.