1° giorno di Campagna Abbonamenti: Benevento, a che gioco stai giocando?

1966

Il Benevento Calcio non vuole fare gli abbonamenti?
Ci siamo presi del tempo prima di dire la nostra al riguardo di questo primo giorno della Campagna Abbonamenti, per il primo campionato in serie A dei nostri amati beniamini giallorossi.
Già con l’annuncio di una settimana fa, giunto in tarda serata, i tifosi giallorossi iniziarono il tam tam mediatico per informare parenti e amici, e discutere con loro, della suddetta campagna abbonamenti del Benevento.

fila botteghini stadio ciro vigorito beneventoPREZZI MAGGIORATI – Al di là dei prezzi maggiorati (Tribuna da 400 € per anello superiore e inferiore, a 1000 € per anello superiore e 800 € per anello inferiore; Distinti da 220 € a 400 €; Curva Sud e Nord da 150 € a 300 €), che tenendo conto del salto di categoria possono essere anche giustificati, ciò che non è andato giù a molti tifosi, soprattutto a quelli che andavano a seguire la serie B con tutto il nucleo familiare (o larga parte di questo), sono stati i prezzi relativi agli abbonamenti ridotti per i bambini da 0 a 10 anni: 240 € per le Curve, 340 € per i Distinti, 600 € per la Tribuna.

ASSENZA DEGLI SCONTI – E come non menzionare poi, a questo riguardo, l’assenza della opzione abbonamento famiglia, che permetteva al costo di due soli abbonamenti, l’ingresso per quattro persone dello stesso nucleo familiare.
Oltre a questo “sconto”, ricordiamo anche quelli per i minorenni, quello per le donne, quello per gli over 65, e infine quello per i disabili, nessuna di queste categorie è stata minimamente menzionata.

fila botteghini stadio ciro vigorito beneventoLA “SOLUZIONE” DELLA SOCIETA’ – Dall’annuncio della campagna abbonamenti avvenuto giovedì scorso, e dopo le evidenti proteste del popolo giallorosso per tutto il weekend seguente, la società del presidente Oreste Vigorito, ha provveduto a fare una minima correzione nella serata di lunedì:
a chi acquistava un abbonamento intero, era concesso per ogni partita, un biglietto ridotto per un bambino da 0 a 10 anni, a patto che venga confermata l’appartenenza del minore allo stato di famiglia di chi ha sottoscritto quell’abbonamento.
Una “soluzione” che tale però non è parsa, perché non tiene conto che così facendo, costringe comunque le famiglie con più di un figlio a dover scegliere di volta in volta (sempre che il figlio in questione abbia massimo 10 anni) chi portare con sé allo stadio.

fila botteghini stadio ciro vigorito beneventoNEGATE LE DELEGHE PER GLI ABBONAMENTI – Forse la società del Benevento Calcio pensava che queste proteste potessero placarsi una volta iniziata la campagna abbonamenti, ma è stato solo con le file ai botteghini di ieri mattina che queste proteste non hanno fatto altro che aumentare per la politica adottata dal personale della società che era adibito alla vendita degli abbonamenti.
Se per la sottoscrizione delle tessere del tifoso era consentito delegare qualcuno al proprio posto per fare la supporter card, lo stesso non è accaduto per la prelazione dei vecchi abbonati (dal 19 al 28 luglio), dato che alcuni tifosi si sono visti negare questa possibilità, a fronte di alcuni casi particolari che ora vi riporteremo qui di seguito.

A) Un padre che era in possesso della carta di identità del figlio, e dello stato di famiglia che accertava la parentela tra i due, soldi alla mano, si è visto negare la possibilità di sottoscrivere l’abbonamento al figlio, perché a detta del personale ai botteghini, il figlio del signore doveva essere lì presente, ma essendo un minore, il padre ha preferito non fargli subire la fatica di mettersi in fila dalle 5 del mattino, per poi subire tutto il sole delle ore successive.

B) Un signore sulla settantina che faceva la fila per il figlio lontano da Benevento per motivi di lavoro (Lampedusa in questo caso) che, provvisto di delega e dei contanti necessari per l’abbonamento di entrambi, dopo aver fatto la fila per ore, si è visto negare la possibilità di sottoscrivere l’abbonamento al figlio lavoratore, per gli stessi motivi del caso precedente. In aggiunta a ciò c’è da dire che il suddetto figlio, solo una settimana prima, aveva contattato il Benevento Calcio per far fronte a questa richiesta, e la società stessa aveva consigliato al tifoso lavoratore fuori sede, di far presentare il padre con la delega. Ovviamente è stata negata la sottoscrizione anche in questo caso.

C) L’ultimo caso tratta di due fratelli: con il primo che si è presentato ai botteghini come tutti i tifosi, e il secondo che lo aveva delegato poiché impegnato per una missione all’estero, molto probabilmente con l’esercito italiano. Il primo fratello aveva con sé tutti i documenti necessari, compresi vecchio abbonamento e vecchia tessera del tifoso del secondo fratello. Ma anche in questo caso è stata negata la sottoscrizione.
Il fratello ai botteghini, a quel punto per non vanificare le ore di fila precedenti, ha videochiamato dinanzi agli addetti il fratello che però si sono rifiutati di sottoscrivere l’abbonamento; lo stesso personale ha poi contattato Ferdinando Renzulli, amministratore di Ottomedia e dirigente della società che però si è rifiutato anch’egli di ascoltare la situazione.
Anche per i due fratelli, precedentemente, con la sottoscrizione della tessera del tifoso, non c’era stato alcun problema nella delega.

fila botteghini stadio ciro vigorito beneventoLA DISORGANIZZAZIONE – Aggiungiamo inoltre anche la disorganizzazione della società giallorossa nel ricevere i tifosi ai botteghini, con alcune persone in fila che hanno provveduto da sé a regolamentarla con dei bigliettini numerati e controfirmati per portare un po’ d’ordine, senza creare problemi di sorta.
Gli orari preventivati, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18, non sono stati rispettati, ma in questo non facciamo colpa al Benevento Calcio, anzi, l’aver deciso di fare orario continuato e senza sosta fino alle 19, è servito per accontentare tutti i tifosi in fila, senza che questi fossero costretti ad abbandonare nel pomeriggio la posizione guadagnata fino a quel momento.
C’è da dire che alcuni tifosi hanno iniziato sin da mercoledì sera a prendere posto per la fila davanti allo stadio: con un signore di Paduli che si è presentato alle 22.45 del 18 luglio; o come un altro che pensando di essere tra i primi a presentarsi alle 5.30 (quindi ben 5 ore prima dell’inizio della campagna abbonamenti) si è trovato almeno trenta persone prima di lui.

QUELLO CHE NON VA  Beh, è presto detto, basta fare un veloce elenco:
1) Prezzi maggiorati degli abbonamenti (sui quali tenendo conto della serie A, si potrebbe anche soprassedere);
2) Prezzi assurdi per gli abbonamenti per i bambini da 0 a 10 anni (con quelli che da 11 a 17 anni seppur minorenni, vengono paragonati agli adulti e quindi “costretti” a sottoscrivere un abbonamento a prezzo intero);
3) Assenza di abbonamenti scontati (minorenni, famiglie, over 65, disabili);
4) Negazione di sottoscrizione degli abbonamenti dei tifosi muniti di delega (per chi non poteva essere effettivamente presente in fila e ai botteghini).

QUANTI ABBONATI CI SARANNO? – Tenendo conto infine del totale degli abbonati della scorsa stagione di serie B, ovvero 4.729 spettatori, e che molti tifosi per i suddetti motivi difficilmente confermeranno l’abbonamento (anziani, bambini, donne, famiglie, chi per un motivo e chi per un altro), gli abbonamenti totali riusciranno a raggiungere la quota dell’anno scorso? E se riusciranno a superarla, questa quota raddoppierà oppure no?
Ricordiamo che la capienza dello Stadio Ciro Vigorito è stata aumentata a circa 17.500 posti, quindi sottraendone per stima positiva 8.000 abbonati, la società del Benevento Calcio potrà contare su 9.500 posti liberi che potranno essere quindi assegnati tramite vendita di biglietti, sia per tifosi locali che per tifosi ospiti.

CHE IDEA CI SIAMO FATTI? – Quest’anno il Benevento Calcio, tenendo conto dei suddetti indizi, dell’aumento della capienza, e del boom di tessere del tifoso (alcune anche provenienti da fuori provincia), sembrerebbe aver deciso di puntare alla vendita dei biglietti delle singole gare, invece che preferire di riempire lo stadio con gli abbonamenti sottoscritti dai tifosi provenienti da Benevento e dalla provincia sannita.
Ah, dimenticavamo il risultato del primo giorno ai botteghini dello stadio: se da alcune prime stime ci era stato riferito che alle 13 non si arrivava ai 100 abbonamenti venduti, un’ora dopo, verso le 14 e qualcosa, la stima era raddoppiata a quasi 200 venduti.
Alla fine, tenendo conto dell’orario continuato, il dato finale di questa prima giornata è stato il seguente: 507 abbonamenti venduti.
Pochi o tanti per essere al primo giorno? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Nato a Benevento nel 1983, conclude gli studi superiori con il diploma di Geometra. All'università decide di cambiare completamente campo di studi, assecondando la sua passione di scrivere, iscrivendosi quindi alla triennale di Scienze della Comunicazione a Salerno (e poi alla specialistica all'Università degli studi Suor Orsola Benincasa a Napoli), con l'intenzione di diventare sceneggiatore, giornalista o semplice scrittore. Dal 2011 collabora con SannioSport.it come giornalista sportivo, principalmente seguendo le vicende del Benevento Calcio, ma interessandosi anche di altre squadre e/o categorie sportive. Saltuariamente scrive di altri argomenti anche sul suo blog, o per altri giornali online.